Il Tirreno

Toscana

L'emergenza

Migranti, scontro Salvini-Giani sui centri rimpatri: Coltano, Pescia e Campi le tre ipotesi

di Luca Gasperoni
Migranti, scontro Salvini-Giani sui centri rimpatri: Coltano, Pescia e Campi le tre ipotesi

Il presidente della Regione: «Una struttura del genere in Toscana non riesco a concepirla». Il leader della Lega: «Si dia più spazio alla concretezza e meno alle battaglie ideologiche»

4 MINUTI DI LETTURA





FIRENZE. Braccio di ferro sempre più duro tra governo e Regioni sulla gestione della crisi migratoria. Con la Toscana ormai epicentro delle tensioni nazionali dopo il netto rifiuto alla creazione di un Centro di detenzione per i rimpatri (i cosiddetti cpr) sul territorio e all’intervento del commissario per lo stato d’emergenza sui migranti, Valerio Valenti, fino a 5 mesi fa prefetto di Firenze. Una dichiarazione di guerra firmata dal governatore, Eugenio Giani, d’intesa con i tre colleghi regionali dem e i sei sindaci delle principali città (tra cui Nardella), che suggella lo scontro frontale con l’esecutivo Meloni e oscura le divisioni interne ai dem. Opposizione a tutto campo alimentata dalla segretaria Pd, Elly Schlein, durante la visita del weekend in Toscana e subito messa nel mirino dal ministro delle Infrastrutture e padre dei decreti sicurezza, Matteo Salvini. Che, nel giorno in cui il dl Cutro approda in Senato e Carrara si prepara allo sbarco della nave Emergency (previsto per domani), sfrutta la visita sul territorio regionale per dare fuoco alle polveri. «È un errore: accogliere chi scappa dalla guerra è sacrosanto. Non avere Cpr per chi commette reati ed è qua illegalmente non è un dispetto a Salvini o al governo ma è un problema per i cittadini».

Parole che scatenano la controffensiva del centrodestra sul tema a fronte dei 7.891 migranti presenti in Toscana. Ma Giani tira dritto e detta le condizioni per aprire un dialogo: «Rendiamolo umano poi magari se ne parla. Oggi il Cpr va sulle prime pagine dei giornali per eccessi di psicofarmaci e impostazione in stile lager: una cosa del genere in Toscana non la concepisco».

Senza esitazioni anche il segretario regionale dem, Emiliano Fossi che sottolinea «la fortuna di avere un modello, quello dell'accoglienza diffusa, che ha fatto la differenza in questi anni». E di fronte alle tre ipotesi filtrate nelle ultime ore, Pescia (Pistoia), Coltano (Pisa) o addirittura la “sua” Campi Bisenzio, ribadisce: «Siamo assolutamente contrari alla localizzazione di una struttura di questo genere nel territorio toscano».

A inaugurare una giornata di scontro che varia dal Cpr e l’eventuale collocazione, al commissario Valenti fino allo sbarco a Carrara è il vicepremier Salvini che bolla come «un errore» la scelta di Giani ma allo stesso tempo si mostra conciliante: «Vedremo di ragionare con tutti, si tratta di un'opera pubblica che non ha colore politico. Io sto lavorando bene in Toscana coi sindaci e con il governatore, spero solo ci sia sempre meno spazio per le battaglie ideologiche e più per la concretezza».

Di tutt’altra visione il presidente regionale: «Riformiamoli, diamogli una dimensione umana e poi ne parliamo, altrimenti diventano un elemento di degrado anche nel nostro territorio». E sulla mancata intesa al commissariamento chiarisce: «Stima straordinaria per Valenti, non ho accettato perché si presuppone il confronto, e non do l’ok prima di mettermi a un tavolo per parlare dell’immigrazione, soprattutto se l’ottica è dell’emergenza e non dell’accoglienza».

A rompere l’unità dem è il sindaco di Prato e delegato nazionale Anci per l'immigrazione, Matteo Biffoni che si dice «perplesso dal no di Giani» perché «i Cpr sono una roba brutta però in questo momento abbiamo il problema di gestire il meglio possibile una situazione incandescente. Il no non è sufficiente, ci vuole un'alternativa vera».

Secondo i forzisti Erica Mazzetti e Marco Stella invece è «una scelta ideologica e dunque irresponsabile» perché «andare in ordine sparso in questo momento è una scelta che impatta negativamente su tutti».

Al momento le opzioni Cpr sul tavolo del Ministero per la Toscana sono quattro, già valutate da Valenti quando era ancora prefetto. In pole ci sono l’ex base militare di Coltano, nel Pisano, e l’ex carcere di proprietà demaniale a Pescia, in Valdinievole. Più difficile l’area ex Hangar di Campi Bisenzio, nell’hinterland fiorentino.

Nel frattempo c’è spazio anche per un botta e risposta tra dem e FdI sull’arrivo della nave Emergency a Carrara, con 55 persone a bordo, fissata per domani mattina dopo due giorni di viaggio marittimo. «In queste ore la sinistra toscana, dalla Regione a Palazzo Vecchio, sta mostrando tutta la sua irresponsabilità nella gestione dell'immigrazione», attacca il capogruppo FdI in Consiglio regionale, Francesco Torselli. «Mentre la destra blatera circa il mio atteggiamento irresponsabile sull'immigrazione, io sono in Prefettura a Massa a organizzare lo sbarco della Life Support di Emergency, per la quale il Governo ha indicato Carrara come porto sicuro», replica l’assessora regionale alla Protezione Civile, Monia Monni. «Non ci resta che sperare che l’assessore “lavori” a questa operazione meglio di come ha fatto finora per redigere il piano di rifiuti di sua competenza», chiosa Torselli. 

© RIPRODUZIONE RISERVATA
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Toscana

Camaiore, addio a Giuseppe Vecoli: conosciuto commerciante con la passione per le moto

di Roy Lepore