Gioco
Superbonus, tra gli “esodati” anche famiglie in affitto che pagano il mutuo per la casa non finita
Passarella (vice presidente dell’associazione Esodati del Superbonus): «In assenza di riposte concrete torneremo in piazza»
Sceglie un esempio Domenico Passarella, vice presidente dell’associazione Esodati del Superbonus, per parlare delle truffe sui bonus edilizi. «Hanno trovato persone con pensioni di invalidità pur non essendo invalidi. Ma hanno tolto le pensioni di invalidità? No. Il problema sono i controlli», dice.
L’altro ieri, per quello che Passarella definisce «un film dell’orrore», in piazza a manifestare a Roma c’erano migliaia di persone. E ora, con le truffe sui bonus edilizi, si aggiunge un nuovo capitolo. Ma l’associazione, formata per la maggior parte (il 70%) da committenti privati e poi da imprese e professionisti, non ci sta. «Sono truffe – spiega Passarella – che non si riferiscono al Superbonus, ma a bonus minori e antecedenti al 12 novembre 2021, quando fu pubblicato in Gazzetta ufficiale il decreto antifrode che estendeva a questi ultimi i numerosi controlli prima necessari solo per il Superbonus. E infatti le truffe dichiarate sul Superbonus dalla direzione dell’Agenzia delle entrate sono sotto la soglia dell’1%». E qui si torna alla domanda iniziale. E se ne aggiunge pure un’altra: «Chi ha truffato utilizzando codici fiscali di altre persone è un delinquente. Ma com’è possibile che l’Agenzia delle entrate abbia generato credito fiscale senza esercitare alcun controllo sul codice fiscale del cedente?».
Intanto la “saga” dei bonus edilizi continua a virare verso il dramma. Lavori bloccati, crediti incagliati, case lasciate a metà. Passarella di cantieri fermi ne ha 93. Praticamente tutti. «In questo momento abbiamo tanti soldi del Monopoli», dice Passarella che ha la sua ditta a Piombino. Carta straccia (i crediti d’imposta) che nessuno vuole. E di situazioni ne vede tante. Come tetti lasciati a metà. «Ci sono clienti – racconta – che dovevano realizzare il miglioramento sismico con il rifacimento della struttura del tetto e si trovano con cantieri bloccati. Costretti ad andare in affitto mentre devono pagare il mutuo della casa acquistata e su cui stanno facendo i lavori che se vogliono terminare devono ricorrere a finanziamenti personali. Noi non abbiamo più risorse da investire negli interventi edilizi dei nostri clienti». Ci sono po cantieri che hanno eseguito solo una parte delle attività o cantieri («li abbiamo su Firenze», dice Passarella) con ponteggi montati e lì rimasti finché non si sbloccano i crediti.
Serve una soluzione. «Interloquiamo con tutte le forze politiche da dicembre, abbiamo consegnato un dossier con 10 proposte articolate. Le più urgenti sono le proroghe per la comunicazione e l’ultimazione dei lavori e l’apertura da parte delle partecipate di Stato all’acquisto dei crediti d’imposta. Oggi nessuno si fida dello Stato. Così potrebbe ritornare un po’ di fiducia». E se non dovessero esserci risposte concrete? «Torneremo in piazza», promette.
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