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Cospito, la Procura apre l’indagine sul proiettile al direttore del Tirreno

di Stefano Taglione
Cospito, la Procura apre l’indagine sul proiettile al direttore del Tirreno

La lettera, spedita con la posta prioritaria, secondo quanto ricostruito sarebbe partita dalla Toscana e transitata nel centro di smistamento regionale di Firenze

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LIVORNO. La procura ha aperto un fascicolo per minaccia aggravata dopo la busta con dentro un proiettile recapitata al direttore del Tirreno Luciano Tancredi. A occuparsi del caso è la digos della polizia di Stato, che sta analizzando il foglio a quadretti, leggermente ingiallito, con su scritto in stampatello: “Se Alfredo Cospito muore i giudici sono tutti obiettivi – 2 mesi senza cibo. Fuoco alle galere”. Il proiettile è associato al nome di Alfredo Cospito, anarchico insurrezionalista e, per la Cassazione, anche terrorista per l’attentato alla caserma dei carabinieri di Fossano (Torino) nel 2006, detenuto in regime di carcere duro prima nel carcere sardo di Sassari e ora in quello milanese di Opera. Da oltre cento giorni, il cinquantacinquenne condannato anche per aver gambizzato un dirigente di Ansaldo Nucleare, sta facendo lo sciopero della fame contro il 41bis.

La lettera, spedita con la posta prioritaria, secondo quanto ricostruito sarebbe partita dalla Toscana e transitata nel centro di smistamento regionale di Firenze. Questi gli unici dati tracciabili, visto che il tipo di spedizione non consente di ricavare altro. La scientifica ha cercato anche le eventuali impronte per capire chi l’abbia maneggiata, ma l’ipotesi prevalente è che il proiettile non sia partito da Livorno, dato che in città non esiste una rete di anarco-insurrezionalisti, ma la galassia anarchica ha sempre protestato in modo pacifico e conta su poche decine di persone.


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