Sicurezza
In Toscana c’è una galassia insurrezionalista: rischio attentati
Tecnologie e alta velocità ferroviaria i principali bersagli. Decine i gruppi movimentisti «attenzionati». Gli stessi da dove, spesso, emergono individualità pronte a colpire e a intraprendere la strada della «clandestinità»
FIRENZE. «La Toscana rappresenta una regione molto “attiva” con la presenza di numerose compagini anarchiche di carattere movimentista al cui interno possono emergere individualità che sposano o sono disponibili a passare all’azione clandestina». La teoria da una parte. Propagandata soprattutto sul web e con volantini e manifestini che di notte vanno a tappezzare i muri delle città. La pratica dall’altra. Materializzata con attacchi a ripetitori telefonici e di nuove tecnologie e alle strutture dell’alta velocità ferroviaria. Sabotaggi, vandalismi e attentati a persone. Un universo. Una galassia multiforme, multi-sigle, limitata nei numeri e spesso “nomade”, che tende da una parte ad aggregare il disagio sociale, dall’altro a portare un “attacco diretto” agli apparati, fisici e non, dello Stato.
È la teoria che diventa pratica. Soprattutto attraverso una forma di “terrorismo” che fa leva sulla tattica dell’imprevedibilità. Apparire, colpire, sparire. Una galassia di piccoli gruppi, spesso individualità, che negli ultimi decenni si è aggregata attorno ad una sigla, la Federazione anarchica informale, e si è unita in una sorta di internazionalismo dell’eversione rossa nel Fronte rivoluzionario internazionale. Una sigla, appunto. Non un movimento. Che condivide le stesse iniziali con la Federazione anarchica italiana, ma non la pratica.
Se la prima fa “dell’azione diretta” il metodo e il mezzo per materializzare la teoria, la seconda respinge come metodo di lotta la violenza indiscriminata e l’attentato come pratica. Cellule, decine di cellule. Che spesso emergono e vengono in contatto tra loro solo attraverso il web. Per poi sparire. Una galassia. Che nell’ultimo periodo si è compattata e in parte si è resa visibile attorno alla figura di Alfredo Cospito allargando il suo campo d’azione non solo al territorio nazionale.
Dalla Grecia al Cile, passando dall’Italia. E dalla Toscana. Dove l’anarchismo insurrezionalista è negli anni attecchito soprattutto attorno alle tematiche antirepressive, anticarcerarie, ecologiste e ambientaliste ed è sfociato negli ultimi anni nell’opposizione allo sviluppo delle nuove tecnologie, in particolare il 5g, il nucleare e l’alta velocità ferroviaria. Dalle Cor, le cellule di offensiva rivoluzionaria protagoniste di una stagione di attentati, tra il 2003 e il 2004, contro politici e apparati militari formate da aderenti al circolo anarco-ecologista “Il Silvestre” di Pisa, alle decine di piccole e piccolissime cellule che negli anni si sono formate rifacendosi a diverse figure dell’anarco-insurrezionalismo. Da Marco Camenisch, anarco-ecologista svizzero, a Gabriel Pombo da Silva, considerato uno dei “leader ideologici” degli insurrezionalisti di mezza Europa. Nel 2012, tra Pisa e Firenze, fu smantellata una rete, ritenuta collegata alla «campagna rivoluzionaria» che si concretizzò anche negli attacchi (nel 2009) alla Bocconi, al Cie di Gradisca d’Isonzo (Gorizia), alla sede Equitalia di Roma, alla Deutsche Bank di Francoforte e all’ambasciata greca di Parigi nel 2011. Un’escalation, negli anni, di azioni e rivendicazioni, in parte rallentata durante la pandemia, culminata pochi giorni fa con l’arresto a Firenze di un 27enne, inserito nell’anarchismo fiorentino, che ha «oltrepassato i confini dei reati di ordine pubblico» (da occupazioni, a imbrattamento a manifestazioni non autorizzate) e ha «deciso di passare all’azione» con una serie di attentati contro la linea ferroviaria ad alta velocità Firenze-Bologna.
Decine, in Toscana, i gruppi movimentisti «attenzionati». Gli stessi da dove, spesso, emergono individualità pronte a colpire e a intraprendere la strada della «clandestinità». Uno scenario che riguarda tutte le «province toscane», rivelano fonti investigative. «Una regione, la Toscana, che ha avuto importanti punti di aggregazione e ha visto la presenza e il passaggio di numerosi soggetti legati all’anarchismo eversivo», in parte smantellato con la pioggia di condanne che ha fatto seguito al cosiddetto attentato di Capodanno a Firenze dove, nel 2017, un ordigno posizionato alla libreria Il Bargello, vicina a Casapound, ferì gravemente un artificiere della polizia. «La Toscana rappresenta una regione molto “attiva” in questo contesto con alcune province che si distinguono più delle altre, a partire da Firenze, Pisa e Livorno. Ci sono realtà movimentiste, spesso di piccola o media dimensione numerica, all’interno delle quali si distinguono individualità che passano o sono più propense a passare all’azione con attentati solitamente contro l’alta velocità, il 5g e l’evoluzione tecnologica in generale – sottolineano da ambienti investigativi –. Realtà che hanno un doppio livello: quello non clandestino, che diventa evidente attraverso manifestazioni, e i soggetti che, in maniera clandestina, passano all’azione».
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