La manifestazione
Ennio, ferito da una bomba a 14 anni
Oggi novantenne, ha perso due dita. La moglie è stata testimone a Sant’Anna
«Stavo passeggiando per la strada e ho trovato uno strano oggetto che mai avevo visto prima. Ho deciso di raccoglierlo ma all’improvviso è scoppiato. Era una bomba. Per questo ho perso una parte della mano sinistra». Il mio bisnonno, Ennio Pancetti, aveva 14 anni quando rimase ferito, durante la Seconda Guerra mondiale, a causa di una bomba inesplosa, trovata a terra per caso, nel paesino doveva viveva, Capriglia, vicino a Pietrasanta (Lucca).
Ci stiamo avvicinando a un giorno degno di essere ricordato, il Giorno della Memoria, che si celebra il 27 gennaio. Ho deciso quindi di raccogliere vere testimonianze dai miei bisnonni, Ennio Pancetti e Fiorella Mutti, che hanno vissuto il dramma della guerra sulla loro pelle.
Fortunatamente non sono stati deportati in campo di concentramento, ma nonostante ciò i loro ricordi sono preziosi e per la nuova generazione, che spesso tende a dimenticare.
Ho visto la paura e il terrore nei loro occhi quando ho chiesto loro di parlarmi della guerra. Loro, che di solito hanno un carattere luminoso, si sono spenti difronte a questa domanda.
Una delle cose che la nonna ricorda di più è la strage di Sant’Anna di Stazzema, il 12 agosto 1944, quando i nazisti uccisero centinaia di civili, compresi dei bambini. Di quella strage la mia bisnonna è stata testimone.
«C’era del fuoco – mi ha raccontato – e io sentivo come un odore di bruciato, ma un odore talmente forte da farmi avvicinare alle fiamme per vedere cosa stessero bruciando. Solo in quel momento ho capito che ciò che sentivo era l’odore delle persone bruciate vive». Le ossa erano dappertutto e lei ne è rimasta talmente scioccata che perfino adesso, a 90 anni, ancora si ricorda quella scena alla perfezione.
«Nonna, ma cosa provavi quando passavano gli aerei?», le ho chiesto. «Gli aerei erano simbolo dell’arrivo dei nemici e mi facevano paura – mi ha risposto – poi lasciavano cadere le bombe e distruggevano tutto».
Adesso che so cosa hanno vissuto entrambi, li stimo ancora di più perché, nonostante la vita abbia fatto soffrire loro la guerra, la fame e il freddo, hanno continuato a vivere, amando ogni giorno di più i piccoli piaceri. l
*Studentessa di 17 anni
del liceo Chini
di Lido di Camaiore (Lucca)
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