Uffizi 2, più opzioni in campo ma il ministro insiste sul direttore: «Magari un italiano»
L'annuncio del ministro Sangiuliano, ma ancora non è stata decisa la sede tra villa Medicea di Careggi e villa Ambrogiana di Montelupo
FIRENZE. L’italianità non è un pre-requisito, però gli stranieri non siano considerati necessariamente migliori di noi. A Firenze, per l’inaugurazione delle Reali Poste degli Uffici, appena restaurate, il ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano, annuncia che preferirebbe un italiano alla guida degli Uffizi, oggi diretti da Eike Schmidt, già al secondo mandato.
«Alcuni direttori stranieri di musei hanno fatto molto bene. Trovo però sorprendente che una decina tra le principali istituzioni culturali italiane, dagli Uffizi a Pompei, siano nelle mani di direttori stranieri. Quasi a dire – sottolinea Sangiuliano – che noi non siamo in grado di esprimere, con le nostre università, un direttore. Non voglio alcun sovranismo in questo senso, ma non dobbiamo neanche cadere nel provincialismo per il quale uno straniero è di per sé migliore di un italiano». Secondo il ministro, sono molti gli aspiranti storici dell’arte che da tutto il mondo vengono a studiare a Firenze e in Italia, perché sanno di trovare nelle nostre università una formazione importante in questo ambito culturale. Così spiega così le sue perplessità sulla mancata direzione “italiana” dei principali musei. Il “caso” si era aperto proprio riguardo alla successione agli Uffizi di Eike Schmidt, il cui secondo mandato scade quest’anno e che, per legge, non potrebbe essere rinnovato. A chi chiedeva se ci saranno deroghe, Sangiuliano ha risposto che la cosa andrà valutata in termini giuridici. Certo è difficile non notare l’importanza del lavoro svolto da Schmidt in questi anni: i dati del 2022 parlano di dati importanti: +136,2% di ingressi ai musei e di incassi, e le previsioni del prossimo anno si attestano attorno ai 40 milioni di introiti, con cui sarà possibile per l’istituzione diventare autosufficiente, coprendo tutte le spese di manutenzione, restauro, e gestione che il museo deve sostenere. Un successo notevole, che potrebbe avere un peso nelle considerazioni del ministro.
La centralità degli Uffizi nel sistema museale italiano è stata ribadita proprio da Sangiuliano, che ha commentato come le gallerie fiorentine siano un simbolo universale, il volto del patrimonio museale del Paese, oltreché una notevole fonte di introiti: anche per questo il ministro si è intrattenuto a lungo con il governatore toscano Eugenio Giani e con il direttore delle Gallerie per valutare la questione “Uffizi diffusi” - o Uffizi due, possibile allargamento dell’istituzione in una seconda sede. E se il sottosegretario Sgarbi era rimasto impressionato dalla ex Scuola dei Carabinieri, un grande edificio di fronte alla stazione di Santa Maria Novella, Sangiuliano ha visitato la villa medicea di Careggi e quella dell'Ambrogiana a Montelupo, ex sede di un ospedale psichiatrico giudiziario. «Il progetto Uffizi 2 è nel mio programma» ribadisce il ministro. «Nella mia esposizione alle commissioni Cultura di Camera e Senato c'è un chiaro riferimento agli Uffizi due e al Mann 2, il museo archeologico nazionale di Napoli, uno perché rappresenta la grandezza del Rinascimento e l'altro del mondo greco-romano». L’idea di distribuire l’enorme patrimonio non esposto degli Uffizi è considerata un’occasione di promozione per la Toscana e il Paese: «L’Italia ha due grandi pilastri, l'impresa e la cultura. Ha avuto un grande passato, e noi dobbiamo esserne all'altezza» dice il ministro. A Careggi sono in corso lavori nella Limonaia, a cui seguiranno quelli alla villa e al giardino, grazie ai fondi del Pnrr, circa 9 milioni. Se i tempi verranno rispettati, gli ambienti potrebbero essere messi a disposizione come sede museale già dal 2025. In seconda battuta, la villa medicea dell’Ambrogiana può contare su 12 milioni del ministero della Cultura, cui si aggiungeranno altri 12 milioni della Regione, per il restauro e la riapertura al pubblico del complesso e del suo splendido parco. La villa era una delle residenze preferite da Cosimo III de’ Medici, utilizzata come manicomio criminale già durante gli ultimi anni del governo dei Lorena. Soddisfatto Giani: «Sangiuliano si è detto colpito dalla proposta di “Uffizi diffusi” di cui avevo avuto modo di parlargli nei giorni scorsi, nel corso di un incontro preliminare alla sua visita. Ci ha assicurato che è molto deciso ad andare avanti sull’idea di quella che lui chiama Uffizi 2 e che io chiamo Uffizi Toscana, l'idea di trovare altri luoghi in cui esporre l’enorme patrimonio di opere non esposte. E ha manifestato la volontà di costruire insieme questo progetto». Tra le valutazioni che spettano al ministro, infine, c’è quella sulla loggia di Isozaki per coprire l’uscita degli Uffizi. Il progetto attende da 23 anni: Sangiuliano assicura di non avere pregiudizi, e di volersi coordinare con le istituzioni locali e soprattutto con i cittadini. l
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