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Neve in Toscana, il direttore del Lamma: «Probabile qualche fiocco anche a Firenze»

di Danilo Renzullo
Neve in Toscana, il direttore del Lamma: «Probabile qualche fiocco anche a Firenze»

L’intervista a Bernardo Gozzini sull’ondata di freddo che sta investendo anche la nostra ragione

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«La neve è arrivata e continuerà ad arrivare. E questa è una buona notizia non solo per gli amanti dello sci, ma perché si ripristina una situazione di normalità che nei prossimi mesi garantirà anche un’importante riserva idrica». Per Bernardo Gozzini, direttore del Consorzio Lamma (servizio meteorologico della Toscana), l’arrivo del freddo e della neve ripristina una regolarità meteorologica e climatica dopo un periodo che definisce «anomalo».


Direttore, perché finora non è stato un inverno normale?

«Lo possiamo definire un inverno arrivato in ritardo. Abbiamo trascorso un dicembre con temperature mai registrate prima, il più caldo in assoluto con almeno tre gradi superiori alla media. Adesso c’è una prima discesa di aria fredda che negli ultimi giorni ha interessato soprattutto il nord Italia. In Toscana sentiremo gli effetti soprattutto nella notte tra mercoledì e giovedì (tra stasera e domani, ndr) con un calo importante delle temperature».

È il cosiddetto ciclone Thor?

«È un’ondata di aria fredda di origine polare-marittima, un anticiclone delle Azzorre che si è rinforzato sull’Atlantico e si è allungato verso l’Islanda. Questo ha determinato un corridoio dove è già iniziata a calare aria fredda che ha portato abbondanti nevicate nelle regioni settentrionali (soprattutto Trentino, Veneto, Friuli- Venezia Giulia) anche a 500 metri. Tra domani e giovedì (stasera e domani, ndr) arriverà anche in Toscana».

Cosa porterà?

«Freddo, pioggia e neve. Giovedì (domani, ndr) arriverà un’aria molto fredda che comporterà un sensibile calo delle temperature con valori che andranno anche sotto la media stagionale. Le minime saranno poco superiori allo zero (1-2 gradi) e le massime intorno ai 5-6 gradi. Temperature che caleranno ulteriormente venerdì, quando non è escluso che scenderanno sotto lo zero soprattutto nelle vallate interne e in particolare nei territori di Lucca, Arezzo e Siena con minime di 1-2 gradi sotto lo zero e le massime intorno ai 4-5 gradi. Un calo quindi notevole rispetto alle temperature registrate finora».

L’ondata di freddo sarà accompagnata anche da neve?

«Domani (oggi, ndr) sono previste nevicate soprattutto sull’Abetone, ma nevicate sono possibili anche a partire da 600-700 metri. Da giovedì potrebbero scendere anche a 400 metri e non è esclusa qualche debole nevicata anche a 200 metri. Qualche fiocco di neve si potrebbe vedere anche a Firenze».

Temperature tornate quindi nella norma?

«Sì. Solitamente il periodo tra fine dicembre e gennaio coincide con il periodo più freddo. Era anormale la situazione vissuta fino a qualche giorno fa, quando abbiamo registrato temperature miti o, comunque, superiori alla media anche di 4-5 gradi».

Stagione sciistica parzialmente salva?

«Possiamo dire di sì. Dopo un periodo anomalo, siamo entrati in una situazione di normalità con freddo e neve. E questo è molto importante, non solo per gli amanti dello sci, soprattutto adesso».

Perché?

«Veniamo da un anno particolarmente siccitoso con piogge concentrate soprattutto nei mesi di settembre, ma solo nelle zone del centro-sud della Toscana, novembre e dicembre. Il 2022 si è chiuso con una media del 18% di pioggia in meno, con punte che toccano anche il 30% per le province a nord della regione. Siamo quindi ancora in deficit di acqua e questa neve rappresenta una riserva idrica fondamentale, un elemento importantissimo per la primavera».

È l’effetto dei cambiamenti climatici?

«Dicembre e i primi 10 giorni di gennaio sono stati decisamente più caldi della norma. Il 2022 si è chiuso come l’anno più caldo in assoluto, dal 1800, in Italia. Anche in Toscana è stato l’anno più caldo dal 1955, primo anno delle nostre rilevazioni. Il 2022 si è chiuso con una temperatura media di 16,3 gradi, la più elevata mai registrata. Più caldo rispetto al 2003 (15,7 gradi di temperatura media annuale) e del 2014 (15,8)».

Cosa vi aspettate nel 2023?

«Facendo una classifica degli anni più caldi dal 1800 ad oggi, le prime otto posizioni sono occupate dagli ultimi otto anni. Difficilmente il 2023 sarà un anno in controtendenza».

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