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Adolescenti in Italia e adolescenti in Svezia: che bello scoprire le nostre differenze

di Matilde Degli Esposti*
Adolescenti in Italia e adolescenti in Svezia: che bello scoprire le nostre differenze

Il racconto di un viaggio di cinque giorni a Göteborg, seconda città più popolosa della Svezia dopo la capitale Stoccolma

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Mettendo a confronto due adolescenti della stessa età, ma di Paesi differenti, sicuramente si noteranno atteggiamenti e abitudini diverse a seconda della circostanza o situazione nella quale si trovano. Durante l’ultimo viaggio che ho fatto, durato circa cinque giorni nei quali ho passato le mie giornate in Svezia, precisamente Göteborg (seconda città più popolosa dopo la capitale Stoccolma) mi sono resa conto in prima persona, dopo aver incrociato centinaia e centinaia di ragazzine e ragazzini, di come una ragazza italiana di quasi 17 anni come me sia così differente da una ragazza svedese della mia stessa età.

Per una ragazza come me, il mio sabato sera ideale è uscire con le mie amiche nel centro della città, nel mio caso Firenze, andare a mangiare in un ristorante per poi passare il resto della serata fuori, in qualche piazza piena di adolescenti e miei coetanei a parlare insieme e finire anche a fare amicizia con nuove persone. Da quel che ho potuto vedere, le ragazze e i ragazzi svedesi, invece, preferiscono rifugiarsi in un ambiente al chiuso quando cala la sera, molto probabilmente per la temperatura che all’esterno è più bassa, anche se negli ultimi tempi la sera fa molto freddo anche a Firenze. E, se dovessi puntualizzare, direi che non ho riscontrato una grossa differenza tra le temperature della Svezia con quelle dell’Italia, almeno nel periodo in cui ho viaggiato io (fine dicembre).

Parlando di estroversione, al primo impatto i ragazzi e le ragazze svedesi non apparivano troppo propensi e soprattutto non troppo vogliosi di avviare una conversazione con me, come con il mio fidanzato, ma forse questo fatto dipende più dal carattere che dalla nazionalità secondo il mio parere. Sempre parlando di abitudini, i ragazzi della mia età, quando escono il pomeriggio, si divertono insieme stando all’aperto, chiacchierando, mentre i ragazzi svedesi sorseggiano una tazza di cioccolata calda in una caffetteria, sempre al chiuso.

Un’altra differenza che non ho potuto non notare è il fatto che le ragazze svedesi si trucchino rispettivamente molto di più in confronto a quelle italiane. Ad esempio, la maggior parte delle ragazze che ho visto indossava le ciglia finte e, visitando la città durante la vacanza, ho notato che si potevano trovare moltissimi negozi di estetiste dove, sulla loro insegna, era chiaramente visibile, perché scritta con carattere molto grande, come quasi a invogliare una ragazza ad entrare, la scritta "eyelashes extension" ovvero "extension alle ciglia".

La differenza che però mi ha più colpita è come i ragazzi svedesi, anche con una terribile tempesta di pioggia, non si portino dietro l’ombrello ma anzi, si limitino a tirarsi su il cappuccio del cappotto oppure camminino indifferenti sotto la pioggia come se fossero impermeabili; io invece, come credo molte altre persone, appena sento una goccia di acqua cadermi sui capelli, apro l’ombrello per non bagnarmi neanche un po’. Visitare un altro Paese, quindi, è interessante non solo per vedere nuovi posti, ma anche per osservare e apprendere le abitudini e i comportamenti della rispettiva popolazione.

*Studentessa dell’istituto Calamandrei di Sesto Fiorentino

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