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Scuola e tecnologia

Distratti dalla chat mentre il prof spiega: stop al cellulare nelle ore di lezione

di Alice Metti*
Distratti dalla chat mentre il prof spiega: stop al cellulare nelle ore di lezione

Il ministro dell’Istruzione e del merito Giuseppe Valditara ne ha vietato ufficialmente l’uso dal 2 gennaio di quest’anno anche per rispetto agli insegnanti. Ecco l’analisi di una studentessa dell’istituto Calamandrei di Sesto Fiorentino

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Lunedì 2 gennaio 2023, il ministro dell’Istruzione e del merito Giuseppe Valditara ha annunciato il divieto ufficiale di utilizzo dei cellulari durante le ore scolastiche.

Nel documento, inoltrato alle scuole italiane, il ministro afferma che l’utilizzo di questo strumento rappresenta una grande distrazione per gli studenti e una mancanza di rispetto verso il lavoro svolto dai professori. L’uso dei cellulari, seppur mantenuto per fini didattici, viene ora vietato per quanto riguarda tutte quelle attività che non riguardano le lezioni e ciò che concerne la scuola.

È infatti abitudine sempre più comune quella di chattare, registrare le lezioni o addirittura giocare durante le lezioni: un comportamento considerato giustamente deleterio da Valditara.

Dell’argomento si è discusso molto, soprattutto a scuola. Se da un lato i ragazzi hanno sperato fino all’ultimo che fosse solo un’idea irrealizzabile, dall’altro molti professori si sono dimostrati da subito favorevoli al cambiamento. La maggior parte degli studenti non è d’accordo con questa decisione: il cellulare è uno strumento utile in casi di emergenza e un bene personale. La decisione è vista dai ragazzi come eccessiva e troppo severa. Se è vero che i professori si rendono conto del problema potrebbero intervenire in prima persona e sul singolo caso, invece di adottare la classica punizione di gruppo che invalida anche chi porta rispetto e non invita lo studente alla correttezza dato che si verrà puniti ugualmente.

Guardando le cose con gli occhi dei professori, però, questa iniziativa eliminerebbe il problema alla radice, garantendo una classe completamente priva di distrazioni virtuali. Tuttavia non si tratta di una garanzia di interesse costante da parte della totalità della classe: le distrazioni continueranno a esistere anche senza cellulari.

Se il problema è rappresentato per i professori solo dall’uso del cellulare, questa soluzione, seppur per molti discutibile, rappresenterebbe una soluzione plausibile. Se invece il problema è dovuto a distrazione e a mancanza di rispetto, è difficile pensare che si possa risolvere con questa norma. l

*Studentessa di 15 anni dell’istituto Calamandrei di Sesto Fiorentino
 

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