Il Tirreno

Toscana

La stangata

Rc auto, in Toscana aumenti medi dell’8%: ecco chi subirà gli aumenti. A Prato i rincari record

di Danilo Renzullo
Rc auto, in Toscana aumenti medi dell’8%: ecco chi subirà gli aumenti. A Prato i rincari record

Nel 2023 l’assicurazione sarà più “salata” per almeno 60mila automobilisti. Sono donne e over 65 gli automobilisti maggiormente colpiti dagli aumento, “categorie” che hanno denunciato più incidenti con colpa

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 Non solo prezzi dei carburanti più alti e costi dei pedaggi delle autostrade rincarati. Per l’anno che si è appena aperto, per oltre 60mila automobilisti toscani, la stangata arriverà anche dall’assicurazione. Ad essere colpito sarà soprattutto chi, nel corso degli ultimi dodici mesi, ha denunciato un incidente e dovrà fare quindi i conti con un peggioramento della propria classe di merito. I rincari riguarderanno però tutti. Anche gli automobilisti “virtuosi” saranno costretti a sborsare una cifra maggiore rispetto allo scorso anno.

Se a livello nazionale, a dicembre occorrevano in media 458,06 euro per assicurare un veicolo a quattro ruote, il 7,23% in più rispetto a dicembre 2021, in Toscana gli automobilisti hanno dovuto sborsare in media almeno 480,15 euro rispetto all’anno precedente, con un aumento dell’8,79%.

I rincari

Questa, in estrema sintesi, la fotografia scattata dall’osservatorio Facile.it, broker assicurativo che ha condotto l’analisi su un campione di oltre 720mila preventivi raccolti, evidenziando i due fattori che più influiscono sui rincari: «da un lato l’aumento degli incidenti stradali, dall’altro l’inflazione che sta avendo ricadute anche sul costo dei sinistri». In Toscana, in termini percentuali, saranno gli automobilisti senesi i più penalizzati, con un incremento del 15,31% rispetto ad un anno fa (premio medio che si attesta su circa 388 euro), ma in termini monetari saranno quelli pratesi ad andare incontro ad una vera e propria stangata. Oltre 630 euro per assicurare un veicolo a quattro ruote, l’1,85% in più rispetto allo scorso anno, ma ben il 38% in più rispetto alla media nazionale. Necessari oltre 500 euro per assicurare un veicolo in provincia di Pistoia e oltre 490 a Lucca e provincia. Supera del 6% la media nazionale un premio assicurativo a Firenze (in media 488 euro), mentre con 458 si attesta sulla media italiana un’assicurazione stipulata in provincia di Pisa. Se i rincari riguardano tutte le province (quella di Massa Carrara non è disponibile nell’analisi condotta da Facile.it), presentano previsioni in controtendenza Livorno, Arezzo, Siena e Grosseto, con quest’ultima che vede un prezzo medio di 380 euro, quasi il 17% in meno rispetto alla media nazionale.

Chi subirà gli aumenti

Sono donne e over 65 gli automobilisti maggiormente colpiti dai rincari, “categorie” che hanno denunciato più incidenti con colpa. Fra gli uomini, la percentuale di chi ha dichiarato un sinistro con colpa è del 2,32%, valore più basso rispetto a quella rilevato tra le donne (2,84%). Dall’analisi emerge inoltre che hanno denunciato il minor numero di incidenti con colpa gli automobilisti nella fascia 19-21 anni (1,74%). Percentuale che sale al 2,23% per la fascia 25-34 anni e al 3,1% per gli over 65 (3,10%). I rincari scatteranno però non solo per chi ha dichiarato un incidente con colpa, ma per tutti gli automobilisti, soprattutto a causa dell’aumento dell’inflazione.

Il “caso” Prato

È storicamente la provincia toscana dove l’Rc auto pesa maggiormente sui bilanci familiari, tradizionalmente una delle più care in Italia. «La “questione” Prato è storica. Conosciuta per una città con un alto tasso di incidenti», spiega Giovanni Simonetti, assicuratore attivo nella zona di Firenze. Tanti incidenti, al punto da spingere molti assicuratori ad abbandonare o a “rifiutare” la zona pratese, che si traducono in rincari record sui costi dell’assicurazione.

In generale, i motivi dei rincari sono principalmente due. Il primo è perché le compagnie hanno sforato il prezzo medio della polizza Rc auto e cioè «la compagnia assicurativa paga più sinistri del totale delle polizze incassate», spiega Simonetti. «Probabilmente, dopo la pandemia, la ripresa del traffico e quindi degli incidenti hanno influito pesantemente – prosegue –. C’è poi la questione del prezzo medio applicato: c’è stata per anni una corsa al ribasso per cercare di contrastare i prezzi applicati dalle compagnie online». Politica, questa, non più sostenibile.

L’allarme e le riforme

Nei primi mesi del 2022 i prezzi dell’Rc auto erano andati incontro ad una significativa diminuzione riducendo «drasticamente il divario dei prezzi rispetto alla media europea, da 213 euro nel periodo 2008-2012 a 47 euro nel 2021, nonché tra le diverse aree del territorio nazionale», ha specificato la presidente dell’Associazione nazionale fra le imprese assicuratrici (Ania) Maria Bianca Farina nel corso dell’ultima assemblea dell’associazione, lanciando però l’allarme sui possibili rincari.

«Dobbiamo essere consapevoli che stiamo entrando in una nuova fase, l’inflazione è destinata ad avere un impatto sul costo dei sinistri, già in crescita nel 2021, e si rendono perciò ancor più necessarie riforme organiche del sistema che lo rendano sostenibile nel medio-lungo termine». Occorre, in particolare, la «revisione del bonus-malus, la modifica dell’imposizione fiscale sui premi, molto penalizzante nel confronto con l’Europa, alla definizione univoca del risarcimento dei danni per lesioni gravi alla persona». l


 

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