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Con i rincari viaggiare diventa un lusso: in due anni quasi triplicato il costo del carburante

di Alessandro Formichella
Con i rincari viaggiare diventa un lusso: in due anni quasi triplicato il costo del carburante

Chi lavora con auto e furgoni va in pari con i costi: «Addio utili. Da 280 euro al mese, ne spendo 600 di gasolio»

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In meno di due anni ha visto quasi triplicare la spesa del gasolio per l’auto. Quella che usa per lavoro, ogni giorno. David Zafferoni, responsabile commerciale della IVG, azienda fra Prato e Pistoia (di gestione dei distributori automatici di caffè) , con i suoi circa 5mila chilometri al mese in lungo e largo per la Toscana, alza le braccia. Conferma che gli aumenti del carburante portano le aziende e chi lavora (quasi) a rinunciare ad arrabbiarsi.

Costi triplicati

«Ho fatto i conti proprio l’altro ieri – esordisce Zafferoni – e, segnati sulla carta, li vedi bene gli aumenti. Nel 2021 spendevo circa 280 euro di gasolio al mese, ora sono a oltre 600 euro, percorrendo più o meno gli stessi chilometri». La situazione rischia di diventare insostenibile. O forse lo è già. Non è stato un caso che da capo del governo, Draghi, a marzo 2022 ha deciso il taglio delle accise sui carburanti, in modo da contenere i costi: meno di un anno fa, portò quelle sulla benzina da 73 a 48 centesimi al litro; quelle sul gasolio da 62 a 37 centesimi al litro; quelle sul gpl da 27 a 18 centesimi al chilo. Una boccata d’ossigeno di un mese, poi replicata dal 18 novembre al 31 dicembre dalla premier Giorgia Meloni. Ma lo sconto è appena scaduto.

«Il fatto è che rincara tutto: materie prime, luce, gas, costi di gestione, spesso senza poter aumentare il prezzo dei prodotti per non andare fuori mercato. È una situazione insostenibile che erode ormai margini di utile», ribadisce Zafferoni. Chi usa l’auto per lavoro, ogni giorno, e non può fare diversamente, si scontra con il ritorno delle accise sul prezzo del gasolio e della benzina.

Ritorno al caro benzina

«Da lunedì scorso siamo tornati a prima del 21 marzo – esclama Marco Princi, presidente regionale della federazione benzinai di Confesercenti – gli automobilisti anziché farci gli auguri, ce ne dicono di tutti i colori». Dal 1° gennaio benzina e gasolio sono aumentati in media di circa 18 centesimi a litro. In alcuni casi, con il servito alla pompa, il gasolio supera già i 2 euro a litro e la benzina è salita oltre 1,80 a litro. «Ho cambiato il furgone di lavoro nel 2021 – racconta Davide Petrolini, artigiano pratese, che produce cuscini con la pula di farro – faccio 2500 chilometri al mese per portare i prodotti a giro per la Toscana ai rivenditori. Il gasolio ora mi costa quasi il 75 % in più per gli stessi chilometri che facevo prima. Quanto andremo avanti così? Non lo so proprio. Aumentano i costi e non posso aumentare il prezzo dei prodotti di pari passo» ammette l’artigiano. Oltretutto – aggiunge – c’è da valutare «per noi artigiani, se il ritorno delle accise su gasolio e benzina non determini un nuovo aumento delle materie prime con cui lavoriamo».

Aumentano pure i veicoli

Di sicuro «torna a salire e a correre la speculazione sui carburanti – esplode Roberto Calvani, imprenditore nei trasporti e responsabile della categoria per la Cna di Pisa – sull’ultimo miglio, nella distribuzione di prodotti che faccio con mezzi da 35 quintali, l’aumento dei costi complessivi è di 3 euro circa. Compreso tutto, oltre il carburante. Ma qui aumenta tutto e forse quella dei carburanti alla fin fine si fa sentire meno. Un esempio? Ho cambiato un mezzo, un camion a giugno scorso, e aveva un costo. Ho chiesto adesso di comprarne un altro uguale della stessa marca, il prezzo di vendita è salito in soli sette mesi del 30 %. Una follia. Prezzi che saltano dovunque, con una concorrenza al ribasso dei costi nel mondo dei trasporto che non ha eguali».

Timore speculazione

«Ora, di fatto, siamo proprio come prima di marzo 2022 – riprende Marco Princi – e avremo tutte le oscillazioni proprio come allora. Dobbiamo pensare che i carburanti risentono della domanda offerta proprio come qualsiasi altro prodotto. Per cui adesso, visto che il Governo ha rimesso le accise sul prezzo, gasolio e benzina sono aumentati di 18 centesimi circa, ma con i prossimi mesi c’è da aspettarsi un’altra impennata dei prezzi. In genere i prezzi aumentano e di molto verso Pasqua, con la primavera, e un aumento della circolazione sulle grandi arterie stradali e autostradali. Dalla primavera all’estate i prezzi salgono». Legge di domanda-offerta e Pasqua che arriva domenica 9 aprile. I prezzi, secondo Marco Princi, potrebbero tornare ad oscillare e continuare a salire.

«In alcuni distributori della Toscana il gasolio al self service è già ben oltre 1,90 euro a litro – precisa ancora il responsabile regionale federazione benzinai – speriamo di non ritrovarci come un anno fa»l


 

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