Sicurezza
Caravaggio coraggioso e irriverente, l’arte come specchio di realtà umana
E noi cosa saremmo disposti ad affrontare per ciò che riteniamo la nostra ragione di vita?
Nelle scorse settimane alcune classi del liceo XXV Aprile di Pontedera hanno visto il film “L’ombra di Caravaggio”, nuova pellicola diretta da Michele Placido e presentata in anteprima alla Festa del Cinema di Roma 2022 a ottobre.
Il film, dal montaggio complesso e intricato per i numerosi flashback, ruota intorno alla travagliata vita del pittore, da una parte ammirato per il suo genio creativo, dall’altra oggetto di critiche per il suo essere rissoso e sanguigno che l’ha spinto fino all’accusa di omicidio.
Nel film proprio questa accusa si rivela la causa scatenante di un’indagine a opera di un misterioso inquisitore, L’Ombra, assoldato da papa Paolo V per verificare se sia possibile graziare il pittore. Ma non è solo di omicidio che lo incolpa la Chiesa.
Caravaggio è andato oltre. Rivoluzionando la pittura, ha cambiato il modo di concepire la rappresentazione del sacro. Dalla Madonna dei Pellegrini, alla Crocifissione di San Pietro, fino alla Morte della Vergine, Caravaggio fa della povera gente la sua musa ispiratrice: ladri e vagabondi diventano santi, le prostitute delle Madonne.
Non intende però profanare il soggetto sacro. Caravaggio ricerca una maggiore espressività, il Vero, e rappresenta la realtà come l’uomo la percepisce. Non rappresenta solo il buio, il senso di angoscia e il tormento dell’animo, ma anche la luce che fa emergere l’uomo dalla materia e lo eleva spiritualmente. L’arte per Caravaggio è proprio questo: è luce là dove risiede l’ignoto, è specchio della realtà umana, è la sua unica ragione di vita. E noi cosa saremmo disposti ad affrontare per ciò che riteniamo la nostra ragione di vita?
*Studentessa di 17 anni del liceo XXV Aprile
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