Il Tirreno

Toscana

La storia

A Peccioli le "botte” di fine anno, l'accusa dell'oppositore: «Il sindaco mi ha preso per la gola». Ma lui nega: «Falsità»

di Danilo Renzullo
A Peccioli le "botte” di fine anno, l'accusa dell'oppositore: «Il sindaco mi ha preso per la gola». Ma lui nega: «Falsità»

Il capo della minoranza posta la foto dei segni sul collo, fa denuncia e chiede le dimissioni. In Comune arrivano anche i carabinieri. Il paese della Valdera si spacca in due fazioni

4 MINUTI DI LETTURA





PECCIOLI. Gli auguri per l’inizio del nuovo anno mescolati alla solidarietà. Ma anche alle accuse. «Qui la fine dell’anno è iniziata con un giorno di anticipo. Qui i botti sono esplosi 24 ore prima. Non in strada, ma in Comune». Dove la detonazione è stata l’accusa di «aggressione» rivolta dal capogruppo di opposizione Magdi Nassar al primo cittadino Renzo Macelloni.

Cala il buio su Peccioli. Le soffusi luci giallastre illuminano il passaggio delle centinaia di persone che hanno scelto il borgo che domina la Valdera per inaugurare con una fugace gita fuori porta l’inizio del nuovo anno. Un via vai ininterrotto. Bar e locali a metà pomeriggio hanno già le serrande abbassate. Uno scenario fiabesco avvolto in un silenzio quasi irreale, rotto a tratti da scambi di auguri e attestati di solidarietà. A più riprese rivolti al consigliere comunale Nassar, capogruppo della lista “Cittadini per Peccioli”. Una stretta di mano, l’invito a “non mollare”, dopo «l’attacco» subito due giorni prima dal primo cittadino. «Mi ha afferrato per la gola, stringendo fino a provocarmi dolore e segni sul collo, poi mi ha spinto verso la porta, spingendomela addosso e mi ha invitato a non raccontare nulla minacciandomi di querelarmi», racconta il consigliere, 28 anni, rappresentante commerciale, chiedendo le dimissioni del sindaco. Sul cellulare la foto del referto del pronto soccorso di Volterra (cinque giorni di prognosi per un “trauma distorsivo del rachide cervicale ed escoriazione al collo”), in tasca la denuncia presentata ai carabinieri il giorno dopo l’ultimo consiglio comunale del 2022. Non una seduta come le altre, ma quella che avrebbe dovuto decidere sul futuro, almeno amministrativo, del piccolo centro della provincia di Pisa. All’ordine del giorno la delibera per votare la proposta di fusione con il Comune di Lajatico a conclusione di un percorso durato due anni. «La delibera è stata depositata tre giorni prima e non abbiamo avuto tempo per un confronto – spiega Nassar –. Eravamo disposti a trovare un punto di incontro, ma il sindaco ha imposto il voto. Abbiamo “minacciato” la presentazione di 50 emendamenti». Ostruzionismo, ma non solo. «Volevamo proporre anche azioni concrete. Il sindaco ha deciso di ritirarsi con il segretario comunale per un consulto tecnico – prosegue l’esponente della minoranza –. Ho chiesto di assistere visto che erano presenti anche esponenti della maggioranza. Sono stato travolto dalle urla del sindaco che di fronte alla mia insistenza ha reagito con violenza».

Urla e «minacce». Poi il silenzio. Interrotto da una telefonata ai carabinieri e poi dal voto della delibera. Approvata con i voti favorevoli della maggioranza. All’esterno del Municipio i primi capannelli di persone. Curiosi, ma anche sostenitori. Del primo cittadino e del capogruppo di opposizione che all’ultima tornata elettorale ha sfiorato il 46% da candidato sindaco. A dividerli un centinaio di voti, ad “unirli” anche una vecchia, sbiadita, foto. Quella del matrimonio dei genitori di Nassar celebrato in Comune nel 1988 da Macelloni alla sua prima esperienza con la fascia tricolore. Scherzi del destino. Che ha trasformato adesso diverse esperienze e percorsi politici in un braccio di ferro. Con due “fazioni” popolari a difendere o accusare l’altra parte. «Mah, nessuno ha visto quello di cui viene accusato» il sindaco. «Un fatto grave, un fatto veramente grave», i commenti dei pochi anziani riuniti sotto i loggiati di piazza del Popolo, a pochi metri dal Municipio. «Qui i botti sono partiti con un giorno di anticipo», scherza qualcuno.

Cala il buio su Peccioli. Si alza il sipario su un braccio di ferro, politico e non solo, approdato anche in prefettura (informata dal consigliere comunale) e destinato a caratterizzare le prossime settimane del borgo della Valdera. 

 «Non ho parole, non avrei mai pensato si potesse arrivare a questi livelli di falsificazione per fare lotta politica». 
A poche ore dalla pubblicazione di un post sul suo profilo Facebook, con cui il capogruppo di opposizione nel consiglio comunale di Peccioli Magdi Nassar accusa il primo cittadino di averlo aggredito durante i lavori dell’ultima seduta dell’assemblea cittadina, pubblicando anche la foto del referto del pronto soccorso e una dei “segni” rimasti sul collo, il sindaco di Peccioli Renzo Macelloni preferisce non commentare. Per poi rispondere alle accuse con una dichiarazione scritta. 
«Mi hanno informato di ciò che ha pubblicato il consigliere Magdi Nassar sul suo profilo Facebook. Non ho parole – evidenzia il primo cittadino del borgo della Valdera –. Nonostante il signore in oggetto si sia distinto per la sua eccentricità e ne abbia dato dimostrazioni fin dall’inizio di questa legislatura, così come due anni fa ebbe ad affermare urlando in consiglio comunale “faccio di tutto per rovinarvi!”, non avrei mai pensato si potesse arrivare a questi livelli di falsificazione per fare lotta politica». 
Respinge le accuse il sindaco e passa al contrattacco. 
«Per fortuna al consiglio comunale c’erano molte persone e non sarà difficile ricostruire le cose nelle sedi opportune – aggiunge Macelloni –. Mi attiverò immediatamente per tutelare la mia onorabilità è quella del consiglio comunale in tutte le sedi comprese quelle giudiziarie».  
 
© RIPRODUZIONE RISERVATA 



 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web