Il Tirreno

Toscana

Il ricordo

Il dolore della Toscana per la scomparsa di Benedetto XVI, campane a lutto: il ricordo della badessa che ospitò Ratzinger

Il dolore della Toscana per la scomparsa di Benedetto XVI, campane a lutto: il ricordo della badessa che ospitò Ratzinger

In quel monastero nel Fiorentino ha celebrato nel 2001, insieme con il fratello Georg, il cinquantesimo della loro ordinazione sacerdotale

4 MINUTI DI LETTURA





FIRENZE. «La morte di Benedetto XVI, primo Papa emerito della storia, è una morte che ci rattrista. Oltre ai suoi grandi studi teologici Joseph Ratzinger passerà alla storia come il primo Papa che dopo sei secoli ha avuto il coraggio di dimettersi durante il suo mandato, lo ricorderemo per questo», anche Eugenio Giani, presidente della Toscana, ha commentato la morte del Papa emerito avvenuta stamattina tra le mura dell'ex monastero Mater Ecclesiae, nella Città del Vaticano, dove si era ritirato dal 2013. Uno degli illustri toscani che ha ricordato il pontefice emerito nel momento della sua scomparsa.

Un messaggio di cordoglio arriva da Madre Stefania, badessa del monastero delle benedettine di Rosano, alle porte di Firenze, dove il Papa Emerito, Benedetto XVI, scomparso stamani, dal 1985 e per diversi anni quando era cardinale, almeno una volta l'anno si recava trascorrendo una giornata con le suore benedettine, quasi sempre per la festa del Corpus Domini: «È un grande dolore. Lui ci ha sempre insegnato che il Signore vede le cose sopra di noi e fa quello che è bene per ognuno di noi, per la Chiesa, per Lui. Siamo serene, ora ha raggiunto il fine della sua vita».

E proprio in quel monastero ha celebrato nel 2001, insieme con il fratello Georg, il cinquantesimo della loro ordinazione sacerdotale. In quell'occasione le suore gli regalarono una mitria e una casula. Anche a Giovanni Paolo II le suore benedettine avevano ricamato quattro mitrie e, appena conosciuto il suo stemma iniziarono a lavorare per quella di Benedetto XVI.

«Invece di parlarne tanto bisogna imparare a vivere tutto quello che ci ha insegnato», ha concluso la madre badessa. Le suore di Rosano avevano realizzato la casula usata da Papa Giovanni Paolo II in occasione di una messa di canonizzazione e che è stata indossata da Papa Benedetto XVI per la messa di inizio pontificato in Piazza San Pietro. Il paramento sacro fu ricamato con fili color oro antico.

«La morte di Papa Benedetto XVI ci richiama tutti a riflettere sui valori profondi della spiritualità e dell'essere umano. Ciascuno di noi, con i propri limiti e le proprie fragilità, è chiamato a gesti e pensieri di responsabilità e di attenzione al prossimo, in difesa della dignità della persona umana», il ricordo del sindaco di Firenze Dario Nardella.

«Le Chiese di Siena-Colle Val D'Elsa-Montalcino e di Montepulciano-Chiusi-Pienza ricordano con devozione e affetto il Papa emerito Benedetto XVI per il quale invitiamo a pregare in tutte le nostre comunità nelle celebrazioni di oggi e domani. Vogliamo ricordarlo utilizzando una sua frase ormai famosa 'umile lavoratore nella vigna del Signore', questo è lo spirito che lo ha guidato nel suo pontificato e nella sua rinuncia ad esso», è quanto dichiara, in una nota il cardinale Augusto Paolo Lojudice, arcivescovo di Siena-Colle Val D'Elsa-Montalcino e vescovo di Montepulciano-Chiusi-Pienza in merito alla morte del Papa emerito Benedetto XVI.

«Il Signore - aggiunge il cardinale - ci ha donato un grande uomo come Benedetto XVI e come ha sottolineato Papa Francesco, la sua è stata una testimonianza di amore e di fedeltà alla Chiesa di Cristo. Il suo pontificato ha posto le basi per quello di Papa Francesco per un percorso di grande unità e condivisione nella Chiesa».

«L'Arcivescovo di Firenze e con lui tutta la Chiesa fiorentina si associano alla preghiera con cui la Chiesa universale accompagna il Papa emerito Benedetto XVI all'incontro con il Padre Celeste. Alla preghiera si unisce il rendimento di grazie a Dio per averci donato in lui un testimone della verità, un maestro della fede, un umile pastore, dal temperamento mite e gentile, premuroso verso tutti, servitore della Chiesa nell'esercizio fedele del ministero petrino fino al gesto innovatore della rinuncia. La memoria della sua persona e del suo magistero resterà sempre viva tra noi», questa la nota dell’arcivescovo di Firenze, cardinale Giuseppe Betori. All'annuncio della morte di Papa Ratzinger ha suonato a morto il campanone della Cattedrale, mentre hanno suonato a morto alle 12 le campane di tutte le chiese della diocesi. Domani un'intenzione di preghiera dei fedeli sarà per il Papa e nei prossimi giorni sarà celebrata una messa di suffragio.

«Un modello di servizio da coltivare e imitare, personalmente e come comunità cristiana», le parole del vescovo di Prato Giovanni Nerbini. «È stato un uomo dotato di una grandissima umanità e stile, ha lasciato l'esempio di come si serve la Chiesa. La scelta inattesa delle sue dimissioni dimostrarono la tempra e il valore di un uomo che si è messo da parte mettendo al primo posto il bene della Chiesa. È stato un fine intellettuale e un grandissimo teologo, ha partecipato al Concilio e ci ha insegnato a metterlo in pratica, prima da vescovo, poi da cardinale prefetto per la Dottrina della fede e infine da Papa. Mi sento anche di dire - afferma Nerbini - che in questi ultimi anni qualcuno ha cercato di strumentalizzare la sua figura anteponendola a quella di papa Francesco, ma lui si è sempre sottratto con fine eleganza», ha concluso.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web