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Zero neve in Toscana, a fioccare sugli alberghi sono le disdette. A rischio anche i classici cenoni ad alta quota

di Sara Venchiarutti
Zero neve in Toscana, a fioccare sugli alberghi sono le disdette. A rischio anche i classici cenoni ad alta quota

Dal Comune di Abetone Cutigliano: «Presenze ridotte dell’80% rispetto alle potenzialità»

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In montagna fioccano disdette al posto della neve. E gli alberghi dell’Abetone sono in difficoltà. Anche per Capodanno, come non capitava da tanto. Con presenze «ridotte dell’80-90% rispetto a quella che era la potenzialità del momento», spiega Andrea Formento, assessore al turismo del comune di Abetone Cutigliano. Siamo a fine dicembre e in Toscana non si scia. Gli impianti aspettano la neve. Al suo posto caldo e temperature anomale, quasi da spiaggia. E all’albergo Primula, all’Abetone, «le conseguenze sono disastrose. Attualmente – spiega la coproprietaria Clarissa Tonarelli – ho soltanto un cliente. Gli scorsi anni la normalità in questo periodo era riempire i tre quarti della struttura, che ha sedici camere».

C’è poi Capodanno. Una boccata di ossigeno. Ma «la vera novità – continua Tonarelli – è che per la prima volta in assoluto mi trovo ad avere ancora delle camere libere per l’ultimo dell’anno. Così come non mi era mai capitato di dover dare via delle stanze in questo periodo soltanto per una notte, quella del 31 dicembre. Senza la neve si sono ridotti i periodi di pernottamento. Si esce per non stare a casa a Capodanno, ma senza neve, in montagna non si resta».

Se «prima la prospettiva era ottimistica – spiega Pamela Ceccarelli, vice presidente di Federalberghi Pistoia (referente per l’area montana) e proprietaria dell’albergo Sichi a Pian degli Ontani (Abetone Cutigliano) – ora stanno arrivando tante disdette per Capodanno e l’Epifania, con la scusa magari del Covid o dell’influenza. Per l’ultimo dell’anno siamo a un 10-15% di disdette, ma è un numero in crescita. Oggi (ieri per chi legge, ndr) nella mia struttura avrei dovuto avere 10 arrivi e ce ne sono stati la metà. Per l’ultimo dell’anno su 40 camere me ne hanno disdette 10. Siamo preoccupati – continua – perché era stato predisposto tutto, a partire dalle materie prime, per un certo numero di clienti. Se poi non ci sono gli incassi, i problemi si riscontrano». E se diminuiscono i flussi, la preoccupazione va anche ai dipendenti, che «rischiano di non fare la stagione intera, magari limitata solo alle feste».

L’assenza di neve si fa sentire anche sulla vetta dell’Amiata, dove ci sono le sedici camere dell’albergo “Sella” di Daniele Coppi. Qui «a Capodanno – spiega il titolare – ci sarà un bel movimento, ma se non cambia il clima la situazione non è rosea. Questi 15 giorni di festività natalizie dovevano essere come altrettante domeniche, ma così non sarà. Quest’anno ci sarà più lavoro nei momenti di punta, e non sarà nemmeno boom. La neve d’inverno in certi momenti è determinante. Senza avere neve abbiamo circa una metà di presenze in meno, tenendo conto che una serie di attività, come le scuole di sci, sono a zero».


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