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L’analisi

Il turismo toscano rialza la testa: sono tornati gli stranieri

di Sara Giusti
Il turismo toscano rialza la testa: sono tornati gli stranieri

Nei primi otto mesi dell’anno le presenze turistiche in Toscana sono state 32,5 milioni, in crescita di circa 8 milioni sul 2021

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La filiera turistica rappresenta uno dei settori principali nella creazione di valore all’interno della regione con un’elevata diffusione tra le diverse province: in particolare, considerando un perimetro che comprende oltre all’alloggio e alla ristorazione, anche la componente delle agenzie di viaggio e tour operator, nel 2020 si contano 29mila unità locali e 113mila addetti. La Toscana mostra una maggior rilevanza della filiera turistica sul totale economia rispetto alla media italiana: in termini di addetti, un occupato su 10 opera in un settore della filiera, con punte del 17% per Grosseto, 14% per Livorno e 13% per Siena, a differenza del dato italiano che si attesta al 9%. Si può rilevare, inoltre, la buona diversificazione dell’offerta turistica che interessa gran parte del territorio regionale. Oltre alla rilevanza assunta da Firenze che rappresenta il 30% della filiera in termini di addetti, si può notare come anche altre province presentino un contributo rilevante come per esempio Lucca (12% di addetti), Livorno (11%), Siena e Pisa (9% per ognuna) a dimostrazione della ricchezza di proposte turistiche che spaziano dalle città d’arte, alle località marine, al turismo collinare, termale e anche montano.

L’elevata vocazione turistica della regione si rileva dalla capacità del territorio di attrarre flussi turistici: nel 2019 in Toscana ci sono stati oltre 14 milioni di arrivi con 48 milioni di presenze pari all’11% del dato italiano. Un’ulteriore caratteristica della domanda turistica che interessa la Toscana è il maggior grado di internazionalizzazione: nel 2019 a fronte di un’incidenza del 49% dei turisti stranieri per l’Italia, in Toscana pesavano il 55% con punte del 70% nella provincia di Firenze o di oltre il 60% per Prato e Pistoia. In termini di origine dei turisti stranieri, il primo mercato di provenienza è quello americano che nel 2019 rappresentava il 13% delle presenze, seguito dai turisti tedeschi con l’11% e dai cinesi con il 9%. Nel confronto con la composizione della domanda turistica nazionale, si può rilevare come la Toscana si caratterizzi per provenienze mediamente più distanti, più orientate sui mercati lontani come Stati Uniti, Cina e Giappone.

Proprio queste caratteristiche permettono di capire e interpretare gli impatti della pandemia sulla filiera turistica toscana: il settore turistico è stato una tra le specializzazioni maggiormente colpite dalla pandemia sia per le chiusure delle strutture, sia per le limitazioni agli spostamenti che hanno condizionato e ancora limitano la domanda turistica come nel caso dei flussi cinesi.

Nel 2020 la Toscana ha subìto un calo delle presenze del -54%, leggermente più severo di quello italiano che è stato del -52%, differenza da ricondurre al maggior livello di internazionalizzazione e rilevanza dei turisti stranieri. Nel 2021 si è assistito a un progressivo recupero degli arrivi e presenze turistiche che hanno solo in parte colmato il calo del 2020: in Toscana nel 2021 gli arrivi sono saliti a 8,4 milioni per oltre 31 milioni di presenze. Il ritorno dei flussi turistici ha interessato in particolare i turisti residenti che, grazie alla capacità della regione di intercettare la domanda domestica, hanno ridotto il divario con il 2019 al -11% in termini di presenze e al -14% per gli arrivi. Il divario rispetto al periodo pre-pandemico è invece rimasto molto accentuato per i turisti stranieri.

È significativo osservare come si sia verificato una ricomposizione dei flussi anche tra i diversi territori a favore delle località marine: infatti nel 2021 la provincia che mostrava il numero maggiore di presenze è stata Livorno con 8,4 milioni di presenze, seguita da Grosseto con 5,4 milioni che supera Firenze che ha raggiunto 5,3 milioni di presenze con un divario del -66% rispetto al 2019. Il sorpasso si spiega con il recupero quasi completo di Livorno rispetto al pre-Covid (-4%), con in particolare il dato di presenze italiane che aveva già superato il 2019 con una crescita del 9%.

La ripresa dei flussi turistici verso la Toscana si è ulteriormente rafforzata nel 2022, grazie al progressivo allentamento delle misure di contenimento del virus e nonostante le tensioni geopolitiche che si sono inasprite con lo scoppio del conflitto tra Russia e Ucraina a inizio anno. Nei primi otto mesi del 2022 le presenze turistiche in Toscana si sono attestate a 32,5 milioni, in crescita di circa 8 milioni rispetto all’anno precedente e con una significativa riduzione del divario con il 2019 che è passato al -15,2%. La componente che ha sostenuto questo processo di recupero, è da ricondurre soprattutto al ritorno degli stranieri che sono più che raddoppiati rispetto al 2021, non più solo essenzialmente europei, ma anche e soprattutto extraeuropei e in particolare americani.

Dal punto di vista dei diversi prodotti turistici in termini di specializzazione, si conferma il vantaggio maturato dalle località marittime che si collocano più vicine ai livelli pre-Covid (-5,2%), seguite dalle località montane (-9,1%) e collinari (-10,6%). Le destinazioni delle città d’arte, nonostante i segnali di recupero, scontano ancora un ritardo del -29,4%. La ripresa che si sta realizzando nel corso del 2022 si caratterizza per il ritorno del turismo internazionale nelle mete turistiche delle città d’arte e collinari che erano state quelle maggiormente impattate dal Covid nel biennio precedente.

Questi andamenti confermano il potenziale di crescita, l’elevata attrattività della Toscana e la capacità del settore turistico di intercettare le evoluzioni della domanda condizionata prima dallo scoppio della pandemia e più recentemente dalle tensioni geopolitiche. Il contesto rimane fortemente sfidante, influenzato da forte incertezza, dal dubbio della presenza dei flussi provenienti dai paesi dell’Asia e da rischi di rallentamento per gli effetti delle dinamiche inflattive; permangono comunque segnali incoraggianti per l’evoluzione del settore come le evidenze positive delle prenotazioni per il 2023, la ripresa della domanda legata a fiere e convegni. Sarà importante per le imprese della filiera turistica sostenere l’evoluzione del comparto con interventi strutturati per rispondere adeguatamente alle nuove tendenze come l’utilizzo della digitalizzazione, la ricerca di un turismo sostenibile e la necessità di posizionarsi per un territorio ricco di risorse naturali, storiche e culturali come la Toscana su un turismo di qualità elevata.

Sara Giusti, economista. Intesa San Paolo, direzione studi e ricerche

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