Spese e consumi contratti a Natale: il 29% dei toscani non farà regali
La spesa pro capisce scende di 41 euro: feste sottotono, libri e doni utili
Meno regali a Natale. La stima è che i consumi segnino una contrazione fra il 7 e il 17%. «Le proiezioni attuali ci dicono che ci saranno più acquisti di abbigliamento e di libri», esordisce Nico Gronchi, presidente di Confesercenti Toscana: regali utili, con attenzione al portafoglio. Inflazione e caro-energia erodono la capacità di spesa dei toscani, è inevitabile.
«Una situazione di contrazione di spesa e consumi è generalizzata, oltre che prevedibile – esclama Fabrizio Filippi di Coldiretti – per effetto del caro bollette e della generale instabilità anche a causa della guerra in Ucraina». In previsione per Natale 2022 la spesa pro capite dei toscani per i regali scende a 197 euro contro i 238 del 2021: 41 euro in meno che acuiscono lo stato di relativa regressione economica. «I prezzi sono aumentati sia nella spesa alimentare sia nei trasporti, oltre al caro bollette e all’inflazione. Per questo si contraggono i consumi» aggiunge Filippi. A contrarsi è anche la percentuale dei toscani che si dichiara disposta a fare regali, scesa al 71% dal 76,9% del 2021. Per Confcommercio Toscana, però, l'ultima parola non è ancora detta. «Non si tratta di un dato definitivo – dice il direttore di Confcommercio, Franco Marinoni – spesso capita che anche il più refrattario ai doni poi ci ripensi alla vigilia e corra a comprare qualcosa per le persone più care. Vero è che buona parte della tredicesima servirà ad assorbire inflazione e caro bollette». Ma per Confcommercio nazionale, in questi giorni i consumi diventeranno i più sobri degli ultimi 15 anni; supereranno di poco i 1.500 euro a famiglia. E quello che preoccupa ancora di più è la proiezione sui primi mesi del 2023, sebbene l’inflazione, secondo la Bce (la Banca Centrale europea), dovrebbe stabilizzarsi.
Federdistribuzione ha indicato già a novembre che «a causa del difficile contesto economico che stiamo vivendo, gli italiani prevedono di ridurre sensibilmente i consumi legati al periodo natalizio: il 65% dichiara di voler diminuire l’acquisto di addobbi natalizi, il 62% spenderà meno per regali agli adulti, il 50% taglierà l’acquisto di prodotti alimentari tipici delle festività e il 47% ridurrà la spesa per regali ai bambini. Un quadro preoccupante che potrebbe anticipare l’inizio di un periodo di vera e propria crisi dei consumi nei primi mesi del 2023» . Per le associazioni del commercio è necessario che il governo intervenga dando una risposta immediata per un riequilibrare il potere d'acquisto delle famiglie: «Un’indagine Coldiretti Toscana/Ixè rivela che più di 1 toscano su 3 (36%) quest’anno dovrà destinare la tredicesima per la maggior parte a pagare bollette, mutui, rate e tasse come l’Imu in scadenza. Percentuale quasi analoga (35%) la userà per le spese di Natale, compresi cene e pranzi in famiglia. La tredicesima – spiega Coldiretti Toscana – aiuta oltre 2,2 milioni di toscani ad affrontare i forti rincari determinati dai costi energetici ma coincide anche con il saldo dell’Imu che rappresenta una componente importante del peso fiscale di fine anno. Da segnalare, peraltro, che quest’anno appena il 25% può destinarla al risparmio di fronte alle incertezze sul futuro».
L'incertezza economica sul futuro determina la contrazione di spesa sul momento. Quello fra due settimane, perciò, potrebbe essere un Natale con il freno a mano tirato, guardando bene alla spesa e a come fare per arrivare comunque alla fine del mese. «Purtroppo, la scure dell’inflazione e del caro-energia che sta riprendendo a correre, mettono a rischio questa ripresa post-pandemica. Ci affacciamo al 2023 con grande preoccupazione e cautela» ammette Confcommercio. «La spesa dei toscani per i regali di Natale sarà nel 2022 di circa 300 milioni, in calo rispetto al 2021, a causa principalmente della crisi economica. Anche se molti toscani non hanno ancora deciso quanto spendere per queste festività», conclude Coldiretti.l
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