Il dolore
Fusione nucleare, il test che cambia tutto
Rivoluzionaria svolta scientifica annunciata dagli Stati Uniti: una reazione di fusione ha prodotto più energia di quella per l’innesco
È come aver riprodotto il Sole in una stanza. O meglio, è come aver ricreato e racchiuso in una stanza la potenza generata dal Sole. In sintesi, una fonte inesauribile di energia pulita.
La rivoluzione scatterà oggi con l’annuncio della segretaria del dipartimento dell’Energia degli Stati Uniti, Jennifer Granholm, che svelerà al mondo «una grande svolta scientifica». Quella che si è materializzata nelle scorse settimane alla National Ignition Facility (installazione di ricerca sulla fusione a confinamento inerziale) ospitata nei Lawrence Livermore National laboratory, in California, dove scienziati e ricercatori sarebbero riusciti a produrre una reazione di fusione nucleare che genera più energia di quella necessaria per innescarla. Sarebbero, in pratica, riusciti a riprodurre il meccanismo che alimenta il Sole, producendo energia dalla fusione di atomi di idrogeno che generano elio. Ma, soprattutto, ad ottenere più energia di quella spesa. Una svolta storica. Anzi, una rivoluzione.
«Se confermato, questo sarebbe il primo passo per avere energia infinita e pulita», sottolinea Luigi Rolandi, docente di fisica sperimentale della Scuola Normale Superiore di Pisa, già ricercatore del Cern di Ginevra e coordinatore di fisica dell’esperimento Cms, uno dei due che ha effettuato la scoperta del bosone di Higgs.
«La fusione crea un nucleo composto da quattro elementi a partire da protoni – spiega –. Nel fare questa reazione si genera e si libera energia. La fisica di questo meccanismo è perfettamente nota da tempo, ma il problema tecnico per fare questa reazione è che servono temperature elevatissime (milioni di gradi Celsius, ndr)». Lo scopo è «far avvicinare i protoni che invece tendono ad allontanarsi tra di loro». «I protoni – continua Rolandi – si respingono, ma se si mettono molto vicino si attraggono. Per farlo, occorrono temperature elevatissime, come quelle del Sole, che ovviamente sono difficilissime e molto costose da riprodurre».
Nel laboratorio statunitense è stata usata la tecnica del cosiddetto confinamento inerziale, impiegando 192 potentissimi raggi laser che “sparano” su un bersaglio di combustibile provocando la fusione dei suoi atomi e ottenendo più energia di quella consumata. «A differenza della fissione nucleare, il “sistema” con il quale funzionano le centrali nucleari che producono scorie, quella a fusione è una fonte di energia pulita e inesauribile», aggiunge il docente della Normale. Il Sacro Graal dell’energia pulita che gli scienziati inseguono fin dagli anni Cinquanta.
Un risultato non solo storico, ma che apre la strada alla produzione e all’industrializzazione di energia pulita.
«Basti pensare che l’energia solare è oggi una frazione significativa del fabbisogno energetico generale, ma quella che riceviamo è solo una piccolissima parte dell’energia che il Sole produce e che “invia” in tutto il sistema solare – prosegue Rolandi –. Se riuscissimo a ricreare e quindi ad avere a disposizione e a sfruttare anche solo una piccolissima frazione dell’energia totale prodotta dal Sole sarebbe rivoluzionario. Lo scopo finale è quindi riuscire ad ingegnerizzare un sistema per produrre più energia di quella che serve per tenerlo in vita e quindi avere un bilancio positivo – conclude il professore della Normale – con l’obiettivo di avere centrali a fusione nucleare». Quelle, cioè, in grado di generare energia senza emettere gas serra e senza produrre scorie. Un percorso che, da oggi, non è più utopia.
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