Il Tirreno

Toscana

L'omicidio

Buggiano, uccide il padre e gli dà fuoco: la lite e il cadavere abbandonato nel bosco

di Massimo Donati

	La zona del delitto e la vittima
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La zona del delitto e la vittima

Uno dei figli della vittima si è costituito ai carabinieri: è accusato di omicidio. La vittima aveva gestito a lungo un distributore di carburanti con autofficina

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BORGO A BUGGIANO. Sei, otto coltellate, forse di più. E poi il tentativo di disfarsi del cadavere, col fuoco, dopo averlo abbandonato, domenica sera, lungo una strada sterrata che, con varie diramazioni, si inerpica fra i boschi. A uccidere Massimiliano Matteoni, meccanico di 54 anni – originario di Borgo a Buggiano (Pistoia) e da alcuni anni residente nel comune di Altopascio (Lucca) – sarebbe stato il figlio, al culmine di una lite.

Il giovane, da tempo affetto da problemi di natura mentale, si trova già in stato di fermo con l’accusa di omicidio volontario.

Se le sue condizioni lo consentiranno, dovrebbe essere interrogato dal magistrato domani: ieri mattina, dopo la formalizzazione del fermo da parte dei carabinieri di Montecatini (a cui pare si sia costituito), è stato accompagnato all’ospedale di Pescia e ricoverato nel reparto di psichiatria; non si sa se in seguito abbia già potuto essere trasferito o meno nel carcere di Pistoia.

Una drammatica vicenda in cui il condizionale è d’obbligo. Su disposizione del procuratore capo di Pistoia, infatti, i carabinieri hanno mantenuto le bocche cucite: maggiori particolari, dicono, verranno resi noti solo nella giornata di oggi.

Solo ipotesi al momento anche su dove sia avvenuto l’omicidio. Se nella frazione di Spianate, dove, nel comune di Altopascio, abitava da una decina di anni la vittima, oppure nel territorio comunale di Borgo a Buggiano, dove invece risiede il figlio (all’incirca 30 gli anni di età). Ma non è escluso che la lite che ha scatenato il raptus omicida possa essere avvenuta a Chiesina Uzzanese, dove, secondo alcune testimonianze, il figlio avrebbe atteso fuori da un locale notturno che il padre uscisse dopo una serata di divertimento.

A bordo di un furgone, con il cadavere del padre a bordo, il giovane avrebbe poi girovagato per un po’, per poi abbandonarlo lungo la strada (che diventa in seguito sterrata) che, sotto il colle di Buggiano, si inerpica sulle colline nei pressi del borgo di Campioni.

Dove nella tarda serata di domenica, illuminato dai fari, è stato scorto da un automobilista che probabilmente stava tornando a casa. E che immediatamente, trovandosi davanti a quel cadavere semicarbonizzato, ha telefonato al 112.

Sul posto sono intervenuti i carabinieri della compagnia di Montecatini, che, alla luce delle fotoelettriche, hanno passato al setaccio l’area alla ricerca di eventuali tracce lasciate dall’assassino. Rilievi che sono andati avanti per tutta la notte, mentre gli investigatori, una volta identificata la vittima grazie ai documenti che gli sono stati trovati addosso, hanno iniziato a indagare tra parenti, amici e conoscenti.

Come accennato, pare che il figlio si sia presentato spontaneamente al comando dei carabinieri ieri mattina, per costituirsi. Ma anche questo sarà un elemento che verrà chiarito in giornata, quando la procura consentirà la diffusione di un comunicato stampa.

Massimiliano Matteoni, che era nato a Milano, era ancora molto conosciuto a Borgo a Buggiano, dove, prima di trasferirsi, aveva gestito a lungo un distributore di carburanti con autofficina annessa nei pressi della discoteca Full Stop. Il suo mestiere aveva continuato a farlo anche dopo che era andato a vivere a Spianate, nei pressi della chiesa del paese, con la sua nuova compagna. Non in un posto fisso, ma praticamente offrendo le sue prestazioni di abile meccanico a domicilio, come si intuisce anche da uno dei suoi profili Facebook: “Max il meccanico volante”. Una grande passione per i motori la sua.

Molto conosciuto, nel piccolo comune di Borgo a Buggiano, anche il figlio. Che vine descritto come un giovane mite, anche se con problemi mentali per i quali ha dovuto ricorrere alle cure di specialisti fino a pochissimo tempo fa. Sarà lui a spiegare agli inquirenti i motivi che lo avrebbero spinto a compiere il delitto.

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