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Aziende e innovazione

Proxima, start up toscana da 5 milioni

di Mario Fontanesi e Jacopo Grassi*
Proxima, start up toscana da 5 milioni

Ispirati da Microsoft è l’idea dei ricercatori per l’intelligenza artificiale. L'articolo scritto da due studenti dell'istituto tecnico economico Zaccagna di Carrara nell'ambito del progetto del Tirreno "Scuola 2030"

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Proxima robotics è una start up nata dall’idea da due ricercatori, Alessandro Settimi e Danilo Caporale, e da una docente di ingegneria, Lucia Pallotino, dell’università di Pisa che volevano rivoluzionare il mondo della robotica con un software in grado di integrarsi a un qualsiasi sistema di intelligenza artificiale nel mondo del lavoro e domestico dei robot.

Così Alessandro Settimi, fondatore di Proxima, parla di come siano passati dal laboratorio di ricerca E. Piaggio sull’automatizzazione e la robotica a spin off dal valore di 5 milioni, «ispirati – spiega ancora – dal progetto di Windows lanciato nel lontano 1985 da Microsoft e con l’obbiettivo di trasformare il loro software nel nuovo Windows dei robot».

Agli inizi si sono finanziati attraverso la vendita della prima versione del loro prodotto, dando la possibilità alle aziende di investire nel loro progetto attraverso l’acquisto, e reinvestendo i ricavi.

«Dal 2018, anno di fondazione, ad oggi – spiega ancora Settimi – siamo riusciti a finanziarci fino ad arrivare a una valutazione di 5 milioni, siamo entrati dentro all’acceleratore del polo tecnologico di Navacchio e siamo arrivati finalisti nella competizione MyStartup, una competizione tra start up tecnologiche e ad alto livello innovativo fondate da under-30, arrivando ad incontrare venture capitalist per raccogliere altri capitali per espandere il team e internazionalizzare il nostro software».

Gli anni che sono passati da quando Proxima è stata fondata sono stati caratterizzati dal Covid-19 e, da febbraio a oggi, dalla guerra in Ucraina. Queste due circostanze hanno causato una mancanza di chip, oggetto fondamentale nella produzione dei robot. Eppure, nonostante questi eventi, la start up è riuscita a svilupparsi e ad aumentare di fatturato.

Ad oggi Proxima offre un sistema di navigazione autonoma che permette di integrarsi al robot Nextbot, usato per pulire aree estese come ospedali e aeroporti, e Jobots, robot usato per trasportare piccoli carichi in situazioni di intralogistica.

«Restiamo fedeli alla mission di far diventare i robot un aiuto per gli esseri umani e non un pericolo o delle macchine che ci ruberanno il lavoro, ma un’integrazione al lavoro umano, come i computer negli anni Ottanta e Novanta», conclude Settimi.

*Studenti di 16 e 15 anni dell’istituto tecnico economico Zaccagna di Carrara
 

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