Gioco
Bullismo, vittima uno studente su tre: ma è l’omertà il nostro vero nemico
Le vittime spesso non denunciano le violenze perché hanno paura di ritorsioni da parte del bullo e la situazione per loro diventa invivibile. L’articolo scritto da una studentessa di 16 anni del liceo classico di Poontedera
Secondo le più recenti statistiche delle Nazioni unite, nel mondo uno studente su tre tra i 13 e i 15 anni è stato vittima di bullismo (www.unicef.it/diritti-bambini-italia/bullismo-cyberbullismo).
Questi numeri però possono essere cambiati. Possono essere cambiati facendo sì che tutti sappiano cosa è il bullismo e quali conseguenze porta su chi lo subisce e su chi ne è l’autore. Una maggiore conoscenza del fenomeno infatti può portare a una maggiore consapevolezza della sua gravità.
Il bullismo è un fenomeno in cui uno o più bulli compiono atti di violenza fisica o verbale spesso nei confronti di persone che non possono difendersi. Purtroppo molte volte, quando accadono situazioni di questo genere, la cosa peggiore è l’omertà e l’indifferenza da parte di chi assiste. Fortunatamente, altre volte chi si trova a essere testimone di questi avvenimenti interviene a favore delle vittime, salvandole prima dalle angherie del bullo e aiutandole poi a denunciarne il comportamento.
Ma perché tutto questo accade? Chi sono i bulli? I bulli molto spesso sono persone che si trovano in situazioni difficili, hanno problemi in famiglia e questo li rende arrabbiati o insicuri delle proprie capacità. Tutto questo fa sì che tendano a sfogare i loro problemi e le loro insicurezze su qualcun altro. Altre volte i bulli sono proprio coloro che sono stati vittima di bullismo in precedenza e cercano un riscatto nel compiere le stesse azioni che sono state compiute contro di loro. Il bullo ha bisogno di sentirsi forte molto semplicemente perché non è sicuro della sua forza. Una delle situazioni peggiori si ha quando il bullismo sfocia in diverse forme di razzismo e di discriminazione razziale.
Tutto questo che effetti ha sulle vittime? Nella ricerca di una maggiore sicurezza i bulli la sottraggono alle proprie vittime e fanno sì che queste ultime li temano.
Le vittime spesso non denunciano gli atti di bullismo perché hanno paura di ritorsioni da parte del bullo e la situazione per loro diventa invivibile. Le vittime alla fine non vogliono più andare a scuola, non vogliono uscire di casa, trovano serie difficoltà nei rapporti con le altre persone perché si sentono sempre in una situazione di mancanza rispetto agli altri: smettono infatti di credere in se stesse e faticano a fidarsi degli altri.
Il problema del bullismo può e deve essere risolto. Fortunatamente esistono già molte campagne condotte all’interno delle scuole che hanno come scopo di sensibilizzare sempre di più le ragazze e i ragazzi su questo argomento. Un esempio è la campagna condotta dall’Unicef attraverso il kit didattico “Non perdiamoci di vista”, uno strumento utile per comprendere il problema e cercare di risolverlo. La consapevolezza è il primo passo per riuscire a cambiare qualcosa (foto d’archivio).
*Studentessa di 16 anni del liceo classico XXV Aprile di Pontedera
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

