Il Tirreno

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Giovani e violenza

Bullismo, vittima uno studente su tre: ma è l’omertà il nostro vero nemico

di Martina De Nicolais*
Bullismo, vittima uno studente su tre: ma è l’omertà il nostro vero nemico

Le vittime spesso non denunciano le violenze perché hanno paura di ritorsioni da parte del bullo e la situazione per loro diventa invivibile. L’articolo scritto da una studentessa di 16 anni del liceo classico di Poontedera

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Secondo le più recenti statistiche delle Nazioni unite, nel mondo uno studente su tre tra i 13 e i 15 anni è stato vittima di bullismo (www.unicef.it/diritti-bambini-italia/bullismo-cyberbullismo).

Questi numeri però possono essere cambiati. Possono essere cambiati facendo sì che tutti sappiano cosa è il bullismo e quali conseguenze porta su chi lo subisce e su chi ne è l’autore. Una maggiore conoscenza del fenomeno infatti può portare a una maggiore consapevolezza della sua gravità.

Il bullismo è un fenomeno in cui uno o più bulli compiono atti di violenza fisica o verbale spesso nei confronti di persone che non possono difendersi. Purtroppo molte volte, quando accadono situazioni di questo genere, la cosa peggiore è l’omertà e l’indifferenza da parte di chi assiste. Fortunatamente, altre volte chi si trova a essere testimone di questi avvenimenti interviene a favore delle vittime, salvandole prima dalle angherie del bullo e aiutandole poi a denunciarne il comportamento.

Ma perché tutto questo accade? Chi sono i bulli? I bulli molto spesso sono persone che si trovano in situazioni difficili, hanno problemi in famiglia e questo li rende arrabbiati o insicuri delle proprie capacità. Tutto questo fa sì che tendano a sfogare i loro problemi e le loro insicurezze su qualcun altro. Altre volte i bulli sono proprio coloro che sono stati vittima di bullismo in precedenza e cercano un riscatto nel compiere le stesse azioni che sono state compiute contro di loro. Il bullo ha bisogno di sentirsi forte molto semplicemente perché non è sicuro della sua forza. Una delle situazioni peggiori si ha quando il bullismo sfocia in diverse forme di razzismo e di discriminazione razziale.

Tutto questo che effetti ha sulle vittime? Nella ricerca di una maggiore sicurezza i bulli la sottraggono alle proprie vittime e fanno sì che queste ultime li temano.

Le vittime spesso non denunciano gli atti di bullismo perché hanno paura di ritorsioni da parte del bullo e la situazione per loro diventa invivibile. Le vittime alla fine non vogliono più andare a scuola, non vogliono uscire di casa, trovano serie difficoltà nei rapporti con le altre persone perché si sentono sempre in una situazione di mancanza rispetto agli altri: smettono infatti di credere in se stesse e faticano a fidarsi degli altri.

Il problema del bullismo può e deve essere risolto. Fortunatamente esistono già molte campagne condotte all’interno delle scuole che hanno come scopo di sensibilizzare sempre di più le ragazze e i ragazzi su questo argomento. Un esempio è la campagna condotta dall’Unicef attraverso il kit didattico “Non perdiamoci di vista”, uno strumento utile per comprendere il problema e cercare di risolverlo. La consapevolezza è il primo passo per riuscire a cambiare qualcosa (foto d’archivio).

*Studentessa di 16 anni del liceo classico XXV Aprile di Pontedera


 

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