Il Tirreno

Toscana

Violenza sulle donne

Il catcalling e le molestie verbali: ecco una mascolinità inesistente

di Anna Papi*
Il catcalling e le molestie verbali: ecco una mascolinità inesistente

Un fenomeno in crescita: le ragazze si sentono sempre meno sicure a camminare per la città, anche in zone centrali. L'articolo di una studentessa del liceo Calamandrei di Sesto Fiorentino che aderisce al progetto del Tirreno "Scuola 2030"

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In Italia la violenza sulle donne è un fenomeno che si verifica troppo spesso, dalle molestie a veri e propri atti di violenza. Ogni anno circa 150 donne vengono uccise, quindi parliamo di quasi una vittima ogni due giorni.

Questo fenomeno è molto diffuso e anche in maniere diverse, tutte molto gravi. Specialmente il catcalling è una forma di molestia molto comune. Catcalling si riferisce alle molestie verbali di strada, ossia, fischi, commenti inadeguati, avances sessuali e palpeggiamento, che si verificano per strada e sui mezzi pubblici. A volte le molestie verbali includono anche insulti omofobi e razzisti.

Alcune conoscenti mi hanno raccontato episodi, dal catcalling alla violenza fisica, come se fossero episodi che si verificano normalmente.

Questo fenomeno è in crescita e le ragazze si sentono sempre meno sicure a camminare per la città, anche in zone centrali.

A causa di questi eventi, so di ragazze che di sera camminano con le chiavi incastrate tra le dita usandole come una sorta di arma per difendersi.

Le vittime provano un senso di impotenza, rabbia, disgusto e frustrazione; vergognandosi di ciò che subiscono, non riuscendo a trovare il coraggio e la forza per parlare, tacciono, ma gli atti di violenza persistono.

Purtroppo le molestie verbali non risparmiano neanche i bambini, vittime che non possono in alcun modo difendersi da soli di fronte a persone di parecchi anni più grandi di loro.

Ovviamente questi episodi lasciano alla vittima un trauma psicologico e fisico, talora irreversibile.

Questo è un problema che riguarda la società in cui viviamo, specialmente gli uomini, che per dimostrare la loro mascolinità e per risultare potenti, molestano le ragazzine.

Alcuni uomini e ragazzi escono in gruppo, usando le molestie come fonte di intrattenimento e divertimento, infierendo su ragazze sole che non hanno modo di proteggersi. Le molestie contribuiscono ad accrescere il senso di unione nel gruppo di uomini.

Talvolta alcuni di loro sono incentivati dai propri amici a molestare, incoraggiandosi l’un l’altro e non tenendo minimamente in considerazione le emozioni delle vittime.

Molte persone tendono a sottovalutare il problema o a ignorarlo. E intanto i molestatori si sentono in diritto di bersagliare ragazzine e soggetti indifesi.

Per arginare il problema dovremmo indagare più a fondo, per rendere le città luoghi più sicuri per tutti e per far sì che le ragazze possano camminare liberamente senza costantemente l’ansia di essere molestate da un momento all’altro.

Si dovrebbero raccogliere più informazioni possibili, trovare i luoghi dove si verificano la maggior parte delle molestie, controllare di più e sanzionare i molestatori.

*Studentessa di 17 anni dell’Iiss Calamandrei di Sesto Fiorentino (Firenze)
 

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