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Beghe "reali"

Lo “scomodo” premio di Harry e Meghan

di Lavinia Orefici
Lo “scomodo” premio di Harry e Meghan

Scatena polemiche il riconoscimento che riceveranno per la lotta al razzismo

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Il secondo round di Harry e Meghan contro i Windsor riparte da New York, dove il 6 dicembre riceveranno un prestigioso riconoscimento dalla Robert F. Kennedy Human Rights Organisation per la loro stoica lotta contro il razzismo strutturale dell’istituzione monarchica britannica. I complimenti più grandi arrivano dal presidente della fondazione, Kerry Kennedy, settima figlia di Bob Kennedy ed ex moglie del governatore Andrew Cuomo, che parlando della coppia ha lodato la loro tenacia nel combattere contro la più antica istituzione del Regno Unito e i suoi errori.

Se gli errori dei Windsor restano tutti da dimostrare, il potere di generare profitto è una certezza. Il prezzo per un tavolo da dieci al Ripple Hope Gala è di un milione di dollari, e tra i premiati interverrà anche in collegamento il presidente ucraino Zelensky. In passato non sono mancati altri riconoscimenti al mondo dello spettacolo, come George Clooney o la cantante Taylor Swift, ma nel caso specifico di Harry e Meghan in molti si interrogano su cosa abbia mai fatto la coppia, lamentele escluse, per meritarsi un simile premio.

È curioso come la costa est degli Stati Uniti nella prima settimana di dicembre sarà il terreno di scontro, a distanza, trai due fratelli e le rispettive mogli. Se a New York vanno in scena gli “Spare” di casa Windsor e Kennedy, a Boston i protagonisti sono i numeri uno: il principe William e Caroline Kennedy, la figlia del trentacinquesimo presidente degli Stati Uniti, Jfk, parteciperanno alla seconda edizione dell’Earthshot Prize, l’ambizioso premio dedicato all’ambiente voluto da William, che si terrà proprio nella Library di John Kennedy e quest’anno è ispirato al discorso della conquista della Luna del presidente.

Per i principi del Galles si tratta del primo viaggio negli Stati Uniti dal 2015, ma soprattutto dopo la Megxit, il Covid e la morte di Elisabetta II e sarà un importante termometro di popolarità nella terra che ha sempre sognato una famiglia reale americana. Per i Sussex è un’ennesima rincorsa al calendario dei Windsor nel tentativo, ancora una volta, di oscurare la corona.

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