Il Tirreno

Toscana

Scuola2030

Rapporto tra alunni e professori: non solo nozioni, serve più dialogo

di Carolina Riggio, Giacomo Raffantie e Olivia Belloni*
Rapporto tra alunni e professori: non solo nozioni, serve più dialogo

Vogliamo sentirci liberi di essere ascoltati e dire le nostre opinioni. L'articolo scritto da tre studenti del liceo Carducci di Viareggio che aderiscono al progetto "Scuola 2030" del Tirreno

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Il fatto di cronaca avvenuto a Pontedera all’inizio di novembre, quando un insegnante ha colpito con un pugno uno studente che lo aveva deriso, ha generato grandi discussioni, sia tra i giovani che tra gli adulti, ed è stato fonte di riflessione per tutti. Noi abbiamo iniziato a pensare al rispetto reciproco che dovrebbe esserci tra alunno e professore e riteniamo che la base di un rapporto alla pari sia il dialogo aperto.

Pensiamo questo perché è importante che nell’ambiente scolastico ci si senta liberi di esprimere la propria opinione, sentendosi veramente ascoltati dall’altra persona.

Personalmente ci sentiamo sicuri a scuola quando capiamo che il professore che abbiamo di fronte è interessato ad ascoltare cosa abbiamo da dire, perché ci fa sentire a nostra volta rispettati e considerati, non solo come alunni a cui insegnare qualcosa, ma come persone con una loro visione del mondo, da ascoltare e provare a comprendere.

Stessa cosa deve essere fatta da noi alunni che dobbiamo interessarci a cosa ci dice l’insegnante e cercare di vedere le cose anche dal suo punto di vista.

È così che si crea un dialogo aperto e costruttivo, in cui entrambe le parti si sentono ascoltate e di conseguenza rispettate e ben disposte anche nel caso in cui venga posta una critica.

Oltre al rispetto e al dialogo, da studenti troviamo più coinvolgente un tipo di modalità di apprendimento improntata sull’interazione in tempo reale tra studenti e insegnante.

Inoltre, riteniamo che per noi sia più efficace una forma di assimilazione interattiva rispetto a quella frontale poiché partecipando più attivamente, ci interessiamo di più all’argomento trattato e tendiamo ad afferrare meglio l’oggetto della lezione.

Non si deve mai smettere di cercare la comunicazione e non ci si deve limitare al concetto di “alunno” e “professore”, bensì pensare al fatto che non abbiamo davanti un robot, ma una persona che come noi ha una storia, dei propri problemi e delle insicurezze e che, come ogni essere umano, si merita di essere ascoltata e rispettata. Solo in questo modo si può creare un buon rapporto. l

* Studenti di 15 anni del liceo Carducci di Viareggio


 

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