Sicurezza
Rapporto tra alunni e professori: è autorevole chi tratta con rispetto
L’importanza della famiglia che deve intervenire quando i figli sbagliano. L'articolo scritto da due studentesse dell'Itcg Fermi di Pontedera che aderiscono al progetto "Scuola 2030" del Tirreno
Asia Ravani e Martina Iacoponi *
La scuola, oggi, ha subito molti cambiamenti rispetto a qualche decennio fa, non solo per le nuove tecniche di insegnamento, ma anche per il rapporto che vi è fra insegnanti e alunni.
Abbiamo sempre sentito paragonare i tempi d’oggi ai tempi passati, ma non ci siamo mai interrogati realmente sul vero motivo di questo cambiamento radicale.
I nostri genitori ci hanno sempre raccontato di come gli insegnanti fossero più rigidi ai loro tempi, tanto da metter loro paura, di come il professore avesse sempre ragione, di come i loro genitori appoggiassero le decisioni di questi ultimi, dato che erano visti come una figura molto autoritaria a cui si doveva portare rispetto.
Come abbiamo visto da fatti che accadono all’ordine del giorno, i tempi sono cambiati e con loro i ragazzi, i genitori e gli insegnanti.
Ad oggi viene sottovalutata la figura del docente, con il risultato che quest’ultimo è andato a perdere quasi completamente la sua autorità. È frequentemente deriso o ridicolizzato dagli stessi alunni ai quali insegna e spesso i genitori non si preoccupano di questo, ma minimizzano e giustificano i figli utilizzando la frase: «Sono solo ragazzi».
I genitori assecondano sempre – o quasi – i propri figli dando loro quindi una spalla su cui appoggiarsi anche quando sbagliano. Alcuni arrivano persino a giustificare molti dei loro comportamenti scorretti e questo fa crescere i ragazzi crescere in una “bolla” protetta da babbo e mamma.
Questo comportamento dei genitori fa sì che i ragazzi si sentano liberi di agire impulsivamente, senza fermarsi un attimo a riflettere su chi hanno davanti, a scuola o comunque nella vita di tutti i giorni, e su quali potrebbero essere le conseguenze di quello che fanno o dicono.
Spesso capita, però, che i comportamenti dei ragazzi portino il professore ad avere reazioni o metodi che professionalmente e umanamente sono scorretti.
Un esempio potrebbe essere l’episodio accaduto il 3 novembre in una scuola di Pontedera dove un professore che ha perso il controllo dopo le continue prese in giro di un alunno.
Non è ovviamente l’unica vicenda; sono molti i casi in cui i professori si pongono in maniera poco opportuna, non per forza attraverso la violazione fisica ma anche con l’utilizzo di parole che possono ferire il ragazzo.
Fortunatamente non tutti i professori e non tutti i ragazzi sono così. Un esempio è la nostra classe, dove il rispetto c’è da entrambe le parti. Noi studenti riconosciamo la figura autorevole che si pone di fronte noi e i professori ci trattano con il dovuto rispetto.
È così che bisogna vivere all’interno di un ambiente sociale a contatto con il prossimo.l
*Studentesse di 17 anni
dell’Itcg Fermi
di Pontedera
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