Il Tirreno

Toscana

Il commento

Che pacchia il governo dei battutisti

di Michele Gambino
Che pacchia il governo dei battutisti

Ridiamo, siamo nelle mani di professionisti delle gag

3 MINUTI DI LETTURA





Da qualche tempo ci accostiamo alle notizie con l’acquolina in bocca. Sorseggiando il caffè ci si chiede: cosa si saranno inventati oggi quei burloni della maggioranza?

E diciamolo, ci voleva un po’ di sano intrattenimento dopo i lunghi mesi con quel noioso di Draghi. Già l’insediamento delle Camere ci aveva riempiti di ghiotte aspettative: l’ideona di una staffetta tra Liliana Segre e uno che di secondo nome fa Benito era niente male e la piccola trovata della premier che dà del tu all’unico deputato di colore dimostra un certo gusto per l’improvvisazione.

"La pacchia è finita" aveva detto Giorgia Meloni all’Europa. Per gli europei però, mentre per noi era appena cominciata. E infatti da allora se ne sono inventata una al giorno. Ieri, tanto per dirne una, hanno deciso di occuparsi dei termini "padre" e "madre" sui documenti dei figli. Considerando che tra le fila di Fratelli d’Italia hanno quel signore che passa il tempo a censurare Peppa Pig, e che la premier si fa chiamare "signor presidente", la faccenda promette bene.

Una cosa è certa, siamo in mano a dei professionisti: ce lo dicono le tante gag perfettamente riuscite: quella sull’utilizzo del contante a diecimila euro, anzi a cinquemila, anzi a niente e si vedrà; quella che i rave sono il male assoluto mentre gli ultras fanno ciò che gli pare nelle curve e poi rimandare medici e infermieri non vaccinati negli ospedali per spaventare i vecchietti; far recitare ad un sottosegretario alla Sanità la battuta sui vaccini che non servono a niente; non male anche dare del deficiente a un leader dell’opposizione e poi dire che "deficiente" va contestualizzato.

A voler proprio fare un appunto, la gag del ministro Piantedosi travestito da Salvini che chiude i porti era un tantino pesante. A Cipro e a Malta ha funzionato, beninteso, ma in piazze più raffinate come Germania, Francia e Spagna molto meno. C’è voluto quel santo di Mattarella per evitare che Macron ritirasse l’ambasciatore. Ma si sa che Piantedosi faceva il prefetto, deve perfezionarsi.

E poi alcuni si son spesi più di altri: inarrivabile il ministro della Cultura: in rapida successione ha invocato fiction sulla Fallaci e su Pirandello dopo che erano già state fatte; ha detto basta al finanziamento dei film di sinistra come se non fosse in vigore da anni il meccanismo del Tax credit; ha messo il like del giornalista Sangiuliano al ministro Sangiuliano e infine (per ora) si è fatto fotografare "al lavoro per la cultura italiana" col televisore acceso sul programma di Barbara D’urso. Raffinata ironia.

Logico che di fronte a tanta creatività uno come Montesano, che almeno in teoria il comico lo fa di mestiere, si senta scavalcato e tenti di recuperare. Ma quella della maglietta era una gag riciclata, l’ha fatta anni fa il sottosegretario Bignami travestito da nazista. E poi tante battute dette così come viene, senza copione: "da gennaio ci saranno fino a duemila metri cubi di gas a prezzi calmierati per le imprese", annuncia il signor Giorgia Meloni. Invece erano due miliardi. E tutti a ridere. "Gli ebrei in Italia sono un milione", dice un altro anonimo battutista di governo a Liliana Segre, ma sono solo 30mila. E tutti a ridere.

Infine ci sono i giochi di gruppo: facciamo che si va in Egitto da quel simpaticone di Al-Sisi e non si pronuncia mai la parola "Regeni". Chi sbaglia paga la cena a tutti. Inutile dire che il pubblico è in visibilio. Fratelli d’Italia cresce nei sondaggi. E anche un modesto comico come Salvini e quella vecchia gloria del palcoscenico di Berlusconi, raccolgono applausi nel ruolo di spalle. Il Pd prova a stare al passo: «Siamo in piena emergenza democratica, serve un’immediata risposta - dice Letta in ottobre - faremo un congresso a Marzo».

È buona, ma si può fare qualcosa di più.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Finanza

Pisa, sequestrati oltre 118mila prodotti falsi: dalle carte da gioco alle griffe della moda - Valore 650mila euro

di Redazione Pisa