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Gli artisti ci dicono che non siamo solo noi a sbagliare: ecco perché amiamo la "musica giovane"

Martina Iacoponi*
Gli artisti ci dicono che non siamo solo noi a sbagliare: ecco perché amiamo la "musica giovane"

Rap, trap ma anche indie e pop, l'analisi di una studentessa che partecipa al progetto del Tirreno "Scuola2030" sul rapporto tra la musica e le nuove generazioni: «Dà voce ai nostri pensieri»

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Sono una ragazza di 17 anni e sin da piccola i miei nonni e i miei genitori hanno sempre cercato di creare un grande e forte legame tra me e la musica.

Sono nipote di artisti e figlia di ballerini; mio nonno suonava la batteria nella sua banda mentre i miei genitori, con i miei zii, hanno sempre avuto la passione del ballo.

Nonostante i loro sforzi io non ho lo stesso rapporto che hanno loro con la musica. Non mi piace suonare o ballare, ma adoro ascoltare e immedesimarmi in tutto quello che l’artista scrive e canta.

Purtroppo spesso la musica “dei giovani”, così ho sentito chiamarla, non viene capita da quelli delle vecchie generazioni. Rap, trap, indie o pop per i nostri genitori non sono musica, ma solo brutte parole unite a una base altrettanto grottesca e di cattivo gusto. I tempi sono cambiati e i ragazzi pure, mi piacerebbe che qualcuno di grande e autorevole potesse capire il mio punto di vista, come quello di molti ragazzi. Anche noi giovani spesso non siamo attratti e non gradiamo molti artisti nuovi o emergenti, ma non si può fare di tutta l’erba un fascio. Generalmente i cantanti di adesso escono da una brutta condizione sociale; io ammiro chi nonostante grandi difficoltà riesce a farcela, riesce a creare qualcosa di grande non solo per sé, per i suoi familiari, per i suoi amici o per chi si sente al sicuro e riesce a trovarsi ascoltando la sua musica e le sue parole. La musica di questi artisti ci fa sentire meno soli, ci fa capire che non siamo gli unici a affrontare grandi problemi, che non siamo gli unici ad avere paura, gli unici a fare scelte sbagliate, a prendere strade sbagliate, ci fa capire che non siamo gli unici che si innamorano, gli unici ad avere problemi con questo grande sentimento; ci spiega che non siamo gli unici, che non siamo soli.

La musica dà voce ai nostri pensieri, ci rende più forti e meno vulnerabili, attraverso essa riusciamo ad entrare nel nostro mondo e ogni tanto riusciamo a fuggire da quella che è la realtà per un istante; è come se i nostri artisti preferiti ci conoscessero da una vita, come se sapessero esattamente quello di cui abbiamo bisogno, e ci insegnano che essere se stessi non è sbagliato ma è realmente l’unica cosa che conta.

La musica ci aiuta a esprimere quelle emozioni che facciamo fatica a raccontare. I testi che ascoltiamo per gli adulti sono solo parole che non racchiudono nulla ma in realtà vengono scritte da persone che hanno il talento di modellare e dare ordine ai propri pensieri, anche quelli più intricati, su un pezzo di carta. Le canzoni vengono scritte da persone che ci confermano che le regole nell’arte possono essere infranti.

Anche questi sono artisti. E nonostante i tempi siano cambiati, e con essi sia cambiata la musica, non significa che essa non abbia un valore, perché per noi giovani lo ha, ed è anche grande.


*Studentessa di 17 anni dell’ITCG Fermi di Pontedera


 

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