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Non solo contante, l’euro sarà digitale. Il piano allo studio della Bce

Danilo Renzullo
Non solo contante, l’euro sarà digitale. Il piano allo studio della Bce

Sarà un mezzo aggiuntivo di pagamento. Il vicepresidente della Commissione Ue, Valdis Dombrovskis: «Anche il nostro sistema monetario deve adattarsi a un futuro digitalizzato»

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Una moneta digitale, da affiancare a quella reale, per contrastare la diffusione e l’avanzata delle criptovalute. L’accelerata è arrivata nei giorni scorsi con il vicepresidente della Commissione Ue, Valdis Dombrovskis, che ha annunciato di voler presentare una proposta legislativa sull’euro digitale entro la prima metà del prossimo anno per poi avviare i negoziati con il Parlamento europeo e gli Stati membri per arrivare all’introduzione, nel giro di qualche anno, di una forma parallela di moneta, ad integrazione di quella materiale. «Le società e le economie europee si stanno rapidamente digitalizzando, dobbiamo abbracciare l’era digitale» e «anche il nostro sistema monetario deve adattarsi a un futuro digitalizzato», ha evidenziato. L’idea alla base del piano allo studio della Banca centrale europea è di affiancare l’euro digitale alla moneta tradizionale per rispondere alla crescita esponenziale di pagamenti non in contanti, ma soprattutto per evitare concentrazioni di potere presso soggetti privati che l’avvento di criptovalute rischia di provocare. L’iter legislativo potrebbe portare all’introduzione della moneta unica europea, in versione digitale, entro il 2026. L’euro “virtuale” sarebbe una moneta garantita dalla banca centrale, priva di rischi, che non andrà a sostituire la moneta reale, ma si configurerebbe come un mezzo aggiuntivo e alternativo di pagamento in euro, da utilizzare in tutta l’area di applicazione della moneta unica.

Una moneta pubblica, ma digitale, che permetterà di pagare utilizzando strumenti digitali (probabilmente uno smartphone o una tessera), come già è possibile fare oggi con i mezzi di pagamento privati, ma senza intermediari e costi aggiuntivi. Un’evoluzione che risponde alle nuove esigenze dei cittadini, ma anche ad una sorta di regolamentazione di un settore, quella della moneta virtuale, che negli ultimi anni ha conosciuto una sempre maggiore crescita, ma con protagonisti solo soggetti privati. Un possibile “pericolo”, che potrebbe portare ad un indebolimento della moneta reale. «Le premesse sono chiare: abbiamo un fortissimo aumento dei pagamenti digitali in Ue e ovunque e dobbiamo evitare che la concorrenza che arriva dalle valute digitali delle banche centrali» nel resto del mondo «o da stablecoin (criptovalute, ndr) differenti indeboliscano il sistema dell’euro – commenta il commissario europeo per l’Economia, Paolo Gentiloni –. La sfida per la Commissione europea è avere prossimamente una proposta legislativa che rifletta il lavoro che la Bce sta facendo».  

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