Gioco
Jackpot e fattore C, in Italia è febbre da Superenalotto. L’esperto: «Ecco qual è la possibilità di vincere»
In palio 302 milioni, è record storico. Il matematico: «Una possibilità su 622.614.630 di azzeccare la sestina»
«Il jackpot cambia e diventa molto più appetibile, ma non cambia la probabilità di vittoria. Quella di indovinare il 6 al concorso del SuperEnalotto di domani (oggi per chi legge, ndr) è la stessa di mesi fa». E cioè una su 622.614.630. Lievita il montepremi, che per l’estrazione di questa sera ammonta ad oltre 302 milioni di euro, e cresce la febbre da SuperEnalotto. Il concorso mette in palio la cifra più alta mai raggiunta nella sua storia ultraventennale, guadagnando anche il primato di jackpot più sostanzioso d’Europa. Nulla possono però lo studio dei numeri “ritardatari” o metodi scaramantici. «Non ci sono fattori matematici che intervengono, le probabilità di vincita sono sempre le stesse. In questo caso, con un jackpot da record, l’unico fattore che si aggiunge è probabilmente quello psicologico: una persona è spinta a giocare perché vede, o meglio immagina, una vita completamente rivoluzionata», spiega il professor Franco Flandoli, ordinario di Probabilità e statistica matematica alla Scuola Normale Superiore, vincitore dell’ultima tornata di bandi Erc Advanced Grant, tra i massimi premi alla ricerca di frontiera assegnati dalla comunità europea, che ha portato all’assegnazione di un finanziamento europeo di oltre un 1,7 milioni di euro per un progetto di ricerca sullo studio dei moti dei fluidi.
Professore, quante probabilità ci sono di indovinare il 6?
«Occorre un esercizio di calcolo combinatorio: in questo caso la probabilità di indovinare il 6 al SuperEnalotto è di una su 622.614.630. Si ottiene moltiplicando 90x89x88x87x86x85 e dividendo per 6x5x4x3x2x1. L’unica certezza è che la probabilità è la stessa di mesi fa. La probabilità è la stessa perché non può esistere una memoria di quello che è accaduto nel meccanismo fisico con cui avviene l’estrazione. Qualunque metodo di estrazione non può portare nessuna memoria di quello che è accaduto prima. La probabilità di estrarre determinati numeri è la stessa di ieri, di un mese o di un anno fa. Il tipico errore commesso da un giocatore che non conosce determinati ragionamenti di tipo statistico è quello di pensare che se un numero non è uscito per mesi è più facile che venga estratto. Questo non è vero e spesso si fa confusione tra due aspetti».
Quali?
«Uno è prevedere che un determinato numero non esca per un periodo, l’altro è credere che il metodo di estrazione possa contenere una memoria. Quello che succede oggi è lo stesso che sarebbe successo mesi fa. Non è diventato quindi più o meno probabile che esca un numero».
Perché molti, nonostante l’improbabilità di vincere, sono invogliati a giocare e a investire soldi?
«Le probabilità di vincere sono sempre le stesse, ma l’eventuale vittoria è talmente rivoluzionaria per la vita di una persona che questa è spinta a scommettere con più facilità. Non è solo un bilancio matematico, ma anche psicologico».
C’è chi gioca gli stessi numeri per anni. Scaramanzia o quei numeri prima o poi saranno estratti?
«Giocare lo stesso numero è psicologicamente più facile perché non obbliga il giocatore a rimettersi in discussione, ma non aumenta la probabilità di vincere».
Quali errori compie dal punto di vista scientifico uno scommettitore?
«Di credere che in presenza di un premio enorme aumenti la possibilità di vincere. L’unico aspetto vero legato all’ampiezza del premio è che, in caso di più vincitori, si divide tra essi una cifra più alta, quindi si vince di più; ma la probabilità di vincere non è cambiata. Altro errore è giocare lo stesso numero immaginando che l’esperienza passata possa influenzare quella futura. Ciò può avere un senso in un gioco di carte, se una persona riesce a memorizzare le carte uscite, in un gioco ad estrazione no. In un gioco ad estrazione le probabilità sono sempre le stesse, al pari della speranza di vincere».
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