Il Tirreno

Toscana

Le reazioni

Pugno all'alunno, l'insegnante è a casa in ferie: al momento non è stato sospeso

La sede del ministero dell'Istruzione
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La sede del ministero dell'Istruzione

La preside spiega: il professore si è messo a casa volontariamente. Per i provvedimenti c'è un iter da seguire

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PONTEDERA. Ne parlano tutti del cazzotto a scuola. Il professore, sbeffeggiato dall’alunno di prima superiore, che si gira e sferra un pugno nello stomaco del ragazzino, alunno di un istituto superiore di Pontedera. Il video diventa virale in poche ore, ma il ministro dell’Istruzione e del Merito ha deciso di occuparsi della vicenda con calma. Contattato ieri dal Tirreno, prima ha annunciato una nota, poi il professor Giuseppe Valditara ha deciso che parlerà oggi. Forse. Idem la sottosegretaria, Paola Frassinetti. Tanto, a seguire la vicenda c’è l’Ufficio scolastico regionale. Che ha, da subito, delegato quello provinciale di Pisa.

In effetti, gli uffici scolastici locali hanno immediatamente gestito la vicenda, assai delicata. In questo momento il professore (che ha una supplenza annuale nell’istituto di Pontedera) non sta insegnando, ma per scelta personale. Ha deciso di restare a casa e di prendere un periodo di ferie, in attesa di capire come potrà concludersi questo episodio per il quale risulta denunciato alla polizia da parte della madre dell’alunno.

Da parte della scuola, invece, non risulterebbe ancora adottato alcun provvedimento disciplinare, in attesa di una risposta ufficiale all’accaduto da parte del professore. A chiarire la procedura è proprio la dirigente dell’ufficio scolastico provinciale Lorenza Lorenzini. Pur non entrando nel dettaglio del caso (ancora da definire, appunto), la dirigente conferma che «il professore si è messo a casa volontariamente, senza pressioni da parte della scuola. Ma ha ritenuto opportuno in questo momento non insegnare e non presentarsi nella classe dove è accaduto l’episodio»

Questi giorni di pausa consentiranno anche al docente di poter chiarire con maggiore serenità le ragioni che lo hanno portato ad avere una reazione che non sembra poter essere giustificata in alcun modo nei confronti di un alunno che, pure, nel video appare tenere un comportamento poco rispettoso. «Come scuola e come ufficio provinciale scolastico – sottolinea la dirigente – abbiamo formulato specifiche domande al professore. Abbiamo bisogno di spiegazioni ufficiale. Al docente è stata contestata la condotta tenuta nei confronti dell’alunno, ma non è possibile formalizzare alcun provvedimento disciplinare fino a quando non avremo ricevuto le sue controdeduzioni alle nostre contestazioni».

Su questo punto, Lorenza Lorenzini è molto chiara: eventuali provvedimenti nei confronti del professore arriveranno da parte della scuola, solo dopo aver esaminato le sue risposte alle contestazioni formali ricevute: «Perciò ribadisco che in questo momento il docente è in ferie. I tempi delle nostre procedure non sono lunghi, non sono come quelli dei processi, ma è necessario completare tutti i passaggi, compreso quello essenziale di ricevere e analizzare la documentazione del professore».

Una volta esaminati tutti i fatti e le ragioni delle varie parti interessati, allora la scuola potrà adottare eventuali provvedimenti. Al momento l’ufficio scolastico provinciale non precisa se il professore potrebbe essere sospeso o sottoposto a una sanzione più severa.
 

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