Il Tirreno

Toscana

In borsa

Le banche scaricano Siena: Mps brucia mezzo miliardo

di Paolo Algisi
Le banche scaricano Siena: Mps brucia mezzo miliardo

Il titolo per il 12% in Borsa. Carlo Messina, ad di Intesa Sanpaolo: «Il dossier non ci riguarda»

2 MINUTI DI LETTURA





SIENA. Prendi i soldi e scappa. Incassata la maxi-commissione di 125 milioni di euro per garantire meno di 900 milioni di potenziale inoptato, tra le otto banche garanti dell'aumento di Mps è scattato il liberi tutti, con alcuni degli istituti che non hanno perso tempo e hanno riversato sul mercato a valori di poco superiori agli 1,6 euro le azioni che fino a ieri cercavano di far sottoscrivere a 2 euro. L'afflusso di una gran quantità di carta a fronte di un flottante risicato ha contribuito a far sprofondare le quotazioni del Monte, che ha chiuso con un tonfo del 12%, a 1,62 euro, mentre il Ftse Mib balzava del 2,5%.

La banca viene valutata dalla Borsa poco più di 2 miliardi, 475 milioni in meno dei 2,5 miliardi di euro entrati con l'aumento. Non tutte le otto banche del consorzio (Mediobanca, Citi, Credit Suisse, Bofa, Barclays, Santander, Stifel, Socgen) risultano aver avviato la vendita dell'inoptato. Sembrerebbe che Piazzetta Cuccia e l'asset manager Algebris abbiano tenuto le azioni, aspettando tempi migliori. In Borsa sono passati 32 milioni di pezzi, pari a poco più del 2% del capitale, a fronte dei 46,5 milioni rimasti, all'esito dell'aumento, in capo ai garanti. Probabile, dunque, che la volatilità possa proseguire per qualche tempo.

Chi ha sottoscritto le azioni a due euro dovrà armarsi di pazienza e confidare nel piano industriale messo a punto dall'amministratore delegato, Luigi Lovaglio, artefice, con il sostegno del Mef, del successo di un'operazione tutt'altro che scontata. Tra costoro ci sono anzitutto i contribuenti italiani, che attraverso il Tesoro hanno staccato un assegno da 1,6 miliardi, dopo aver perso i 5,4 versati nel 2017. Ma anche le Fondazioni (quella Mps ha comunicato la sottoscrizione di azioni per 10 milioni) e le Casse previdenziali, mobilitate dal Mef per creare una cintura di sicurezza attorno a Siena.

Dal risiko sul Monte, su cui potrebbero muovere Banco Bpm o Bper, si tira intanto fuori Intesa. «Sono favorevole alla presenza di più competitor sul mercato. Sulle prospettive di Mps non conosco i numeri, certamente non è una operazione che può riguardare Intesa Sanpaolo», ha detto l'ad Carlo Messina. «Il Paese - ha aggiunto - non può avere punti di debolezza. Quella di Mps è una storia che deve essere risolta. Non posso che dare una valutazione positiva per il completamento dell'aumento di capitale». 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa