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Il reportage
Vergogna Mondiale: in Qatar dove calcio e affari sono legati a doppio filo
di Giorgio Billeri
Alla vigilia del via quasi tutti (Fifa compresa) fingono di ignorare che in Qatar non esistono diritti, se non quelli dei petrodollari. Ma lo sport non lava le nefandezze
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Il Mondiale ha sempre spostato i destini. Ha rafforzato il consenso per le dittature (le celebrazioni mussoliniane del 1934, il turbolento Cile del 1962, i militari argentini del 1978), ha sublimato la leggenda di scuole calcistiche (Uruguay 1930, Brasile 1950 e 2014), tentato con poco successo di aprire nuove terre promesse al football (Usa 1994 e Corea 2012), celebrato i Padri fondatori (Ingh...
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