Il Tirreno

Toscana

Il commento

Il vizio del porno? Anche preti e suore e a dirlo è il Papa

di Michele Gambino

Pietro l’Aretino ha avuto giustizia: ora è il Papa a parlare del vizio del porno di preti e suore

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Avete presente quelle riunioni di famiglia in cui a un certo punto il nonno, ancora lucido ma alleggerito dal senso delle convenienze, se ne esce con una cosa che gela tutti? Tipo: «Ma lo zio Alfredo ce l’ha ancora l’amante?». Una cosa del genere è successa l’altro giorno durante un’udienza papale con seminaristi e sacerdoti di Roma. Nel mezzo di un discorso a ruota libera su vari argomenti un giovane religioso ha chiesto a Papa Francesco come comportarsi con i social e il mondo digitale. E lui, a sorpresa, si è messo a parlare di pornografia on line: «È un vizio che ha tanta gente, tanti laici, tante laiche», ha iniziato il Papa. Poi, guardando soavemente i seminaristi in prima fila, ha aggiunto: «E anche sacerdoti e suore». Li ha guardati di nuovo, e ha pensato di dover rassicurare la platea: «Tranquilli, non dirò: chi di voi ha avuto un’esperienza del genere alzi la mano!». A questo punto il pontefice deve aver colto uno strusciare di piedi e un calare di teste, e dunque ha ripetuto: «No tranquilli, non lo dirò». Sospiro di sollievo collettivo. Il Papa ci ha tenuto a dire che non parlava della pornografia criminale, quella degli abusi sui bambini, ma di quella «un po’ normale», con un uomo e una donna protagonisti ignudi. È da lì che entra il diavolo secondo Francesco, che ha concluso il discorso ammonendo paternamente: «Cari fratelli, state un po’ attenti a questo». E dunque Papa Francesco non ha timori nel rivelarci che tra i venti milioni di visitatori al mese totalizzati in Italia dal solo sito Pornohub (il primo fra tantissimi) c’è anche un certo numero di seminaristi (ok, sono ragazzi), di preti (e va bene) e di suore (suore!?). Se nei prossimi giorni i dati sull’accesso a Pornhub caleranno di qualche centinaio di migliaia di click vorrà dire che le parole del Papa hanno avuto effetto. Intanto, al di là dello stupore sulla faccenda delle suore, va detto che Francesco ha fatto bene ad affrontare il tema senza peli sulla lingua. Sono lontani i tempi in cui Pietro l’Aretino veniva fatto accoltellare da un vescovo per aver scritto sonetti su acrobazie erotiche di uomini e donne di Chiesa. Oggi è il Papa a parlarne , e questo è un segno di libertà e modernità. Però c’è forse qualcosa da obiettare quando Francesco afferma che dai siti porno entra il diavolo: vengono subito in mente i tanti, troppo scandali sessuali che affliggono la Chiesa, e hanno per vittime ragazzini e ragazzine. Ammesso che esista, il diavolo è lì. Al confronto Pornhub, con la sua funzione, come dire, di valvola di sfogo, può essere una benedizione. O no?

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