Gioco
Monte dei Paschi, via più di 4mila dipendenti grazie allo scivolo fino a sette anni
Si tratta di quasi un lavoratore su cinque che andrà via volontariamente. Titolo in calo sempre più vicino a quota 2 euro
SIENA. Saranno più di 4mila, quasi uno su cinque, i dipendenti di Mps che lasceranno volontariamente la banca prima della fine dell'anno, approfittando dello scivolo fino a sette anni predisposto dall'ad Luigi Lovaglio per ridurre la struttura di costi del gruppo. Dall'incontro con i sindacati è emerso "l'orientamento positivo" del banchiere ad accogliere tutte le 4.125 richieste di adesione al fondo esuberi, a fronte dei 3.500 posti messi inizialmente a disposizione della banca.
Intanto a Piazza Affari il titolo ha perso il 2% a 1,95 euro, allontanandosi ulteriormente dalla soglia dei 2 euro a cui verranno emesse le nuove azioni dell'aumento e sotto la quale è più conveniente comprare in Borsa che sottoscrivere la ricapitalizzazione. I diritti, che danno la facoltà di comprare quasi 125 azioni l'uno, si sono accodati, facendo rotta verso l'azzeramento (-76% a 0,2 euro), con un saldo negativo del 97,5% dall'avvio delle negoziazioni, una settimana fa.
Il rischio di chiudere con una fetta consistente di inoptato e di dover ricorrere alla garanzia delle banche cresce, con la Borsa che - nonostante il forte rialzo di tutto il listino - resta guardinga su Siena, complice un prospetto in cui la Bce ha giudicato ottimistiche alcune assunzioni del piano industriale e ha individuato nei rischi legali e nella sottocapitalizzazione relativa della banca due ostacoli ad una futura aggregazione.
In ottica di sistema un piccolo contributo - si parla di qualche decina di milioni di euro - dovrebbe arrivare da tre grandi Fondazioni del Nord (Cariplo, Compagnia San Paolo e Crt). L'intervento è all'esame degli enti (domani ci potrebbe essere qualche delibera) che, memori della scottatura del Fondo Atlante, non dovrebbero esporsi più di tanto. La disponibilità di Lovaglio ad alzare l'asticella delle uscite è stata subordinata al "completamento" dell'aumento e alle "decisioni che a riguardo saranno assunte dal Cda, unitamente alla definizione del piano gestionale di sostituzione dei colleghi legato alla riorganizzazione aziendale", hanno precisano i sindacati, che nelle scorse settimane hanno sollecitato "l'accoglimento integrale delle domande pervenute".
L'aumento delle uscite dovrebbe far salire ben oltre i 900 milioni di euro i costi una tantum che Mps dovrà sopportare ma alzerà anche da 270 a oltre 300 milioni i risparmio annui di cui beneficerà. Franco Casini della Fabi ha auspicato che il cda accolga "tutte le domande di esodo" ma ha anche chiesto che, a fronte delle maggiori uscite, venga "programmato un numero di assunzioni di giovani, al fine di assicurare una corretta operatività, sia degli uffici sia della rete", che dovranno sopportare uno stress importante, "e di garantire un importante ricambio generazionale".
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