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«Multiutility toscana? Valuteremo». La proposta di Nardella vista (senza troppo entusiasmo) da Livorno

di Danilo Renzullo
«Multiutility toscana? Valuteremo». La proposta di Nardella vista (senza troppo entusiasmo) da Livorno

Il sindaco Salvetti: «Per la nostra città è presto per entrare nella società unica dei servizi pubblici»

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LIVORNO.«Quella della multiutility regionale è sicuramente una buona idea, ma per Livorno non è ancora il momento di fare questo passo». Sì, no, forse. Dal cuore della regione, la casa dei servizi pubblici della Toscana centrale vuole, ed è pronta, ad estendere le sue arterie a tutto il territorio toscano.

Stessa governance, stessi servizi, stesse tariffe (calmierate). L’obiettivo è uniformare, ma soprattutto evitare che la Toscana, con le sue oltre 150 aziende di servizi, possa spaccarsi, frantumarsi e «rompersi nel giro di pochissimi anni per le nuove gare e con lo sbarco di gruppi esterni pronti a occupare la nostra regione», la preoccupazione del sindaco di Firenze Dario Nardella che ha rinnovato l’appello a tutti gli altri Comuni a fare il loro ingresso nella grande casa dei servizi. «Un’idea suggestiva», risponde il sindaco di Livorno Luca Salvetti. «Un’idea che – sottolinea – nel prossimo futuro valuteremo e studieremo attentamente, ma questo per noi non è il momento adatto per farlo perché dobbiamo confrontarci con altre delicate situazioni, specifiche del nostro territorio».

Sindaco, Nardella ha rilanciato l’appello a tutti gli altri Comuni, soprattutto a quelli della costa, a prendere parte al percorso. Come risponde?

«L’idea è buona e, indubbiamente, per molti Comuni è anche facilmente realizzabile. Questo, per il momento non è però possibile per Livorno».

Perché?

«Per Livorno la proposta deve essere ben valutata e approfondita con puntualità perché ci sono delle situazioni specifiche con le quali dobbiamo continuare a confrontarci».

Quali sono?

«Aamps è appena uscita dal concordato ed è entrata in RetiAmbiente. Asa ha invece già una componente privata all’interno. Quella della multiutility è un’idea suggestiva, ma che per Livorno va valutata con grande attenzione. Adesso non è all’ordine del giorno. In questa fase abbiamo dovuto superare varie situazioni complicate, soprattutto quella per Aamps, ed iniziamo ad essere più tranquilli e con delle linee di prospettiva interessanti. Stabilizzato questo quadro, possiamo passare ad una fase successiva e valutare la proposta del sindaco di Firenze».

È stato in qualche modo coinvolto in questo percorso?

«Sono stato chiamato circa un anno e mezzo fa dai Comuni di Firenze, Prato e Empoli per sapere se ero interessato a questo percorso».

Cosa ha risposto?

«Che avevo un’azienda in concordato e non ero nelle condizioni migliori per avviarlo (il percorso di aggregazione, ndr). Hanno quindi capito che per Livorno non era il periodo ideale per iniziare una nuova fase».

La quotazione in Borsa della multiutility ha fatto discutere, soprattutto a sinistra.

«Sono sicuro che Nardella e tutti gli altri sindaci che hanno lanciato l’iniziativa stanno ragionando in chiave moderna e intelligente. Guardiamo a questa esperienza con grande interesse. Lo stesso sindaco di Firenze ha detto che chi entrerà dopo non avrà penalizzazioni. Quindi ci penseremo».

L’aggregazione e la dimensione regionale dei servizi pubblici possono essere le soluzioni in chiave di risparmi e di efficienza dei servizi e di salvaguardia delle aziende stesse?

«Se hanno deciso di strutturarle in questo modo, credo ci siano sicuramente vantaggi. Questa realtà è in ogni caso ancora lontana da quello su cui abbiamo e stiamo lavorando a Livorno e cioè mettere in sicurezza le aziende e le società del territorio. Sono e siamo concentrati su questo. A Firenze e in altre città vicine sono in situazioni completamente diverse e facendo un’analisi del quadro generale hanno pensato che l’aggregazione di aziende sia la soluzione migliore».

Concluso il percorso di ripresa delle società locali, Livorno è quindi pronta ad aderire alla multiutility toscana?

«Prenderemo in seria considerazione il progetto, anche sulla base dei riscontri che arriveranno nella fase di concretizzazione del percorso avviato».




 

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