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Martina Rossi, regime di semilibertà per i due condannati. I genitori della ragazza: «Per noi invece l’ergastolo»

Martina Rossi, regime di semilibertà per i due condannati. I genitori della ragazza: «Per noi invece l’ergastolo»

Lavoreranno entrambi con le famiglie per poi rientrare a sera nel carcere di Arezzo

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FIRENZE. A partire da domani, lunedì 24, Alessandro Albertoni e Luca Vanneschi usciranno durante il giorno dal carcere di Arezzo per iniziare il percorso di semilibertà così come disposto dal tribunale di sorveglianza di Firenze dopo la condanna in via definitiva a tre anni di reclusione per tentata violenza sessuale di gruppo ai danni della studentessa genovese Martina Rossi.

Secondo quanto riferito da uno dei legali, Albertoni e Vanneschi lavoreranno entrambi con i genitori per poi rientrare a sera nel carcere di Arezzo. Il verdetto di Cassazione, datato 7 ottobre 2021 confermò rendendola definitiva, la condanna emessa nel processo d'appello bis nell'ambito del procedimento nato dal decesso, il 3 agosto 2011, della ventenne studentessa genovese: per i giudici Martina Rossi morì precipitando dal terrazzo di un albergo di Palma di Maiorca mentre cercava di scappare al tentativo di violenza di Albertoni e Vanneschi.

Dura la reazione dei genitori di Martina: «A noi Martina non ce la ridà nessuno, noi paradossalmente siamo condannati all'ergastolo mentre Albertoni e Vanneschi se la cavano con tre anni e per di piuà con il regime di semilibertà. Non hanno mai chiesto scusa né si sono pentiti, per noi è come essere ad ergastolo". Così all'Ansa i genitori Bruno Rossi e Franca Murialdi.

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