Il Tirreno

Toscana

Il costituzionalista

Ora Meloni ha l’obbligo di governare

di Emanuele Rossi*
Ora Meloni ha l’obbligo di governare

Maggioranza netta, leadership chiara: che senso hanno le consultazioni? Inutile minacciare gli alleati scomodi, adesso il centrodestra non ha scelta

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Le consultazioni del Presidente della Repubblica per la formazione del Governo costituiscono una prassi che, sebbene non prevista espressamente nella Costituzione, è stata costantemente seguita, e che ha dato luogo a una vera e propria consuetudine costituzionale. Qual è il suo scopo?

Occorre ricordare che, secondo la Costituzione, la nomina del Presidente del Consiglio spetta al Capo dello Stato (art. 92), ma che il Governo deve poi ricevere la fiducia delle Camere (art. 94). Quindi le consultazioni servono a che la scelta del Capo dello Stato venga confermata dal Parlamento: sarebbe infatti situazione non auspicabile quella in cui il Presidente nominasse un Governo successivamente sfiduciato dal Parlamento. Ne sarebbe pregiudicata la stessa autorevolezza del Presidente della Repubblica. Affinché dunque questi possa fare la scelta giusta, è necessario che conosca le opinioni dei protagonisti, ovvero di coloro che dovranno esprimersi con il voto parlamentare. E quindi consulta le persone che dovrebbero parlare a nome dei partiti: ovvero il loro leader (che può essere chiamato in vario modo: segretario, presidente, ecc.) e i capi dei gruppi parlamentari. A ciò si aggiungono i Presidenti di Camera e Senato (che possono aiutare il Capo dello Stato nella scelta) e gli ex Presidenti della Repubblica (attualmente vi è solo Giorgio Napolitano), che assicurano un apporto di esperienza. È evidente che la scelta finale del Capo dello Stato è condizionata dalla situazione politica: se infatti è già chiara in Parlamento una maggioranza politica e questa esprime un nome soltanto come Premier, i margini di manovra del Presidente della Repubblica sono minimi, se non nulli. Viceversa, se la situazione è più fluida (come lo è stato nelle varie fasi della legislatura precedente, ad esempio), il ruolo del Capo dello Stato può essere maggiore.

Nel caso presente, tutto sembra andare nella prima direzione. La coalizione che si è presentata unita alle elezioni ha avuto la maggioranza in entrambe le Camere; in tale coalizione una forza politica è nettamente superiore (numericamente) alle altre, e tutti sono pertanto d’accordo nel proporre un nome soltanto al Presidente della Repubblica. Inoltre, tutto il centro-destra ha deciso di presentarsi unito anche alle consultazioni, e questo rafforza il quadro. Il Capo dello Stato non dovrà che prendere atto di questa situazione, e conferire l’incarico alla persona indicata dalla coalizione (l’on. Meloni). Si tratta dunque di un rito, quello delle consultazioni, inutile in situazioni come questa? Anche se certamente esso risulta maggiormente decisivo in altre circostanze, tuttavia anche in questo caso può avere un’importanza. E ciò in quanto il Presidente della Repubblica avrà modo di ascoltare dalla viva voce dei protagonisti quali sono gli umori, le aspettative, le attese di tutte le forze politiche, anche di quelle più piccole o marginali, come anche di quelle all’opposizione: e potrà di conseguenza offrire suggerimenti, porre attenzioni, segnalare limiti all’azione dell’esecutivo. Sappiamo bene che in passato Mattarella l’ha fatto anche in modo eclatante (a cominciare dalla nomina dei ministri), e potrebbe ripeterlo anche questa volta.

Una considerazione: abbiamo sentito l’on. Meloni che ha dichiarato che o si sta con la Nato «o il governo può anche non nascere». Mi sia consentito di osservare che l’on. Meloni ha il dovere politico di far nascere un Governo: non ci hanno raccontato che è un “Governo eletto dal popolo” e che finalmente gli elettori hanno deciso? Per favore, lasciamo perdere almeno una volta le minacce senza senso. Il centro-destra deve formare un Governo: se poi qualcuno si è accorto di aver imbarcato dei compagni di viaggio imbarazzanti trovi rimedi appropriati. Ormai la frittata è fatta, e il cuoco si deve adeguare.

*Professore ordinario di Diritto costituzionale Scuola Sant'Anna di Pisa
 

 

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