Il Tirreno

Toscana

Bollette

A Collesalvetti la prima comunità energetica della Toscana: come funziona e i vantaggi

A Collesalvetti la prima comunità energetica della Toscana: come funziona e i vantaggi

Coinvolte imprese e famiglie: il via ufficiale è previsto nella prima metà del 2023

2 MINUTI DI LETTURA





COLLESALVETTI. Potrebbe nascere, a breve, a Collesalvetti la prima comunità energetica della Toscana, un’associazione tra cittadini, attività commerciali, pubbliche amministrazioni, piccole e medie imprese che decidono di unire le proprie forze per dotarsi di uno o più impianti condivisi per la produzione e il consumo di energia da fonti rinnovabili.

L’iter per la sua creazione è iniziato da mesi. «Il lavoro che sta svolgendo l’amministrazione comunale va in due direzioni – spiega il vicesindaco Andrea Crespolini –: da una parte lo stimolo verso il territorio su un argomento così importante come l’approvvigionamento energetico, il contrasto alla povertà energetica, il rincaro delle bollette attraverso convegni e manifestazioni d’interessi; dall’altra è stato avviato un percorso di costituzione di una Cer attraverso un accordo con il Comune di Magliano d’Alpi (primo Comune d’Italia ad avere una comunità energetica) e l’Energy Center del Politecnico di Torino per raccogliere le migliori pratiche per la costituzione della Cer di Collesalvetti».

Un accordo è stato firmato nei mesi scorsi e da allora «abbiamo intensificato il lavoro sul territorio incontrando decine e decine di imprenditori, cittadini e cooperative che sono interessate a far parte della Cer. Intercettate queste disponibilità – fa sapere il vicesindaco – abbiamo affidato alla società che ha avviato la costituzione a Magliano d’Alpi tramite convenzione, lo studio di fattibilità, il piano economico-finanziario e la comunicazione per la Cer di Collesalvetti». La comunità energetica dovrebbe nascere entro la prima metà del 2023. Ne potranno far parte, come detto, famiglie, ma anche imprese, enti pubblici e via dicendo.

Ma come funzionerà? Una volta messo in esercizio l’impianto, la comunità può fare istanza al Gestore dei servizi energetici per ottenere gli incentivi previsti dalla legge per l’energia condivisa. Nel caso la produzione sia superiore al consumo, per l’energia eccedente viene riconosciuto alla comunità il solo valore economico dell’energia, senza ulteriori benefici. L’energia eccedente può anche essere immagazzinata in sistemi di accumulo. La comunità deciderà in autonomia, poi, come ripartire fra i membri i ricavi derivanti dall’energia prodotta. Si può decidere, ad esempio, di ripartire i guadagni della vendita dell’energia in eccesso in modo uguale fra tutti i soci o di privilegiare chi si è adoperato affinché i propri consumi fossero contemporanei alla produzione di energia. Ogni membro della comunità, cittadini o imprese, «continuerà a pagare per intero la bolletta al proprio fornitore di energia elettrica – si legge nel sito di Enel X –, ma riceverà periodicamente dalla comunità un importo per la condivisione dei benefici garantiti alla comunità. Tale compenso, non essendo tassato, equivale di fatto a una riduzione della bolletta». 

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa