Gioco
Gas, ok della Toscana al potenziamento del rigassificatore off shore tra Pisa e Livorno
Passerà dagli attuali 3,75 a 5 miliardi di metri cubi annui senza bisogno di modifiche agli impianti
FIRENZE. Parere favorevole della Regione Toscana alla richiesta di aumento della capacità di rigassificazione del terminale galleggiante "Fsru Toscana", avanzata da Olt Offshore Lng Toscana, per passare dagli attuali 3,75 miliardi di Smc annui fino a 5 miliardi. L'aumento della capacità di rigassificazione, spiega una nota, non comporterà alcuna modifica impiantistica ed avverrà solo tramite un maggior rendimento dei vaporizzatori e un'ottimizzazione della logistica.
Non sono previste ulteriori variazioni nel numero degli accosti di navi metaniere, né variazioni della taglia delle navi autorizzate. Il parere regionale viene rimesso nell'ambito della procedura di Via statale per la definitiva pronuncia di compatibilità ambientale da esprimere da parte dello Stato. Il via libera della Regione è inoltre subordinato al rispetto di una prescrizione finalizzata al contenimento del rischio industriale sotto lo specifico controllo di Arpat. A marzo 2022, con apposita delibera, la Regione Toscana ha espresso parere favorevole anche nel procedimento di Via statale relativo alla richiesta di accosti aggiuntivi presentata dalla stessa azienda. "In questo scenario di crisi - sottolinea il presidente della Regione Eugenio Giani -, il gas naturale liquefatto ed i terminal di rigassificazione vengono ad assumere un ruolo centrale.
L'aumento di capacità previsto per il terminal off shore collocato tra Livorno e Pisa porterà dal 5% al 6,5% il contributo di questo impianto al fabbisogno nazionale. La Toscana è centrale per l'indipendenza energetica del nostro Paese". Per l'assessore regionale all'ambiente Monia Monni "le modifiche previste per rendere possibile l'aumento di capacità non incidono sull'ambiente circostante, né terrestre né marino e non aumentano il rischio di incidenti, anche se Arpat ha giustamente inserito negli atti una prescrizione in merito al rischio industriale" e il settore regionale Tutela della natura e del mare ha ribadito le prescrizioni precedenti, legate alla "tutela del Tursiops truncatus".
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