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Non si trovano professori per la cattedra e il preside fa un appello su Facebook

di Danilo Renzullo
Non si trovano professori per la cattedra e il preside fa un appello su Facebook

Dopo diversi tentativi il dirigente di una scuola di Prato ha deciso di provare sul social network: «Nessunea disponibilità nelle graduatorie, non sapevo come fare»

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PRATO. Ha “scavato” prima nelle graduatorie provinciali per le supplenze (Gps). Ha sperato poi nelle cosiddette Mad (messa a disposizione), le candidature spontanee presentate da aspiranti docenti in ogni singola scuola. «Niente, dopo una lunga ricerca per quelle quattro posizioni libere non è stato possibile trovare personale disponibile ad occuparle».

Paolo Cipriani, dirigente scolastico dell’istituto professionale “Marconi” di Prato, si è affidato allora a Facebook. Un annuncio sui social network per reclutare ingegneri, un professore di matematica e uno di fisica per cercare di riempire le caselle ancora vacanti e far partire tutte le attività previste. Problemi risolti? Macché. «Mancano ancora sette assistenti per i laboratori e almeno tre collaboratori scolastici – dice il preside –, ma almeno abbiamo due persone che, grazie ad un progetto portato avanti con l’Asl, supportano i collaboratori in alcune attività».

Avete in pratica “reclutato” all’esterno per far fronte alla mancanza di collaboratori scolastici?

«Non è proprio così. Portiamo avanti un progetto per supportare l’inserimento lavorativo di persone con disagio psicologico. Nei nostri plessi ce ne sono due, ma ho fatto richiesta per altri tre. Non sono addetti alla sorveglianza, né impiegati in attività di custodia. Ma supportano i collaboratori scolastici in alcune operazioni, soprattutto di pulizia, e sono molto contento di questo progetto perché si tratta di persone fantastiche che hanno gran voglia di fare».

Per completare l’organico docente si è addirittura affidato ai social network pubblicando un appello su Facebook…

«Come tutte le scuole tecniche e professionali non riuscivamo a trovare ingegneri elettronici, ingegneri meccanici, fisici e matematici. Un problema che si è presentato lo scorso anno e, puntuale, è arrivato anche quest’anno. Facebook non è un mezzo adatto e non deve essere usato per questi scopi, ma era diventato probabilmente quello più veloce per ricevere qualche “Mad”».

È stata una provocazione?

«No, l’obiettivo dell’annuncio era innescare un immediato e rapido passaparola tra colleghi».

Ha funzionato?

«Abbastanza. Mi spiego: dopo l’appello ho raccolto 5-6 “Mad”, persone che hanno presentato la messa a disposizione. Il problema, in qualche modo, rimane perché le candidature sono poche e se qualcuno si ammala siamo nuovamente scoperti».

Perché nessuno si candida?

«Probabilmente perché gli ingegneri guadagnano solitamente molto di più di quello che la scuola offre. Non è un problema di oggi, ma già da alcuni anni ci sono enormi difficoltà a trovare figure per gli istituti tecnici e professionali».

L’organico adesso è completo?

«Quasi, ma mancano ancora almeno tre collaboratori scolastici. Abbiamo anticipato di un’ora la chiusura (dalle 19 alle 18, ndr) senza incidere sulle attività didattiche e se qualche riunione si prolunga chiudo io la scuola. Per il momento abbiamo dovuto anche riorganizzare e ridurre leggermente le attività dei laboratori: mancano infatti almeno sette assistenti tecnici e senza non è possibile fare tutto». 

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