Gioco
Sabbiodotto all’orizzonte, il futuro può ripartire da qui
Entro marzo sarà aggiudicato l’appalto
Per il porto di Viareggio il futuro è iniziato. Entro la fine dell’anno andrà a battesimo la gara di appalto per la progettazione esecutiva e la realizzazione di una delle opere più attese dal cosmo della portualità locale: il sabbiodotto, unico “escamotage” risolutivo perché lo sviluppo dello scalo non si areni sulla natura sabbiosa dei suoi fondali. La tabella di marcia verso la creazione di un sistema di dragaggio e di trasferimento dei sedimenti – finanziata con cinque milioni di euro dal Cipess – indica un andamento scoppiettante: la normativa impone che entro marzo 2023 venga individuato – con l’aggiudicazione dell’appalto – il soggetto che realizzerà il sabbiodotto.
Nel futuro prossimo del porto di Viareggio c’è però anche altro: una serie di attività interconnesse e programmate negli ultimi mesi dall’Autorità portuale regionale, che da aprile – e dopo una parentesi commissariale – ha un segretario generale plenipotenziario: l’architetto Alessandro Rosselli. La porto authority sta affidando i rilievi batimetrici di tutto lo scalo: dell’avamporto, dell’imboccatura, le cinque darsene – Lucca, Italia, Toscana, Europa e Viareggio – di parte del canale Burlamacca e delle aree esterne di ripascimento; obiettivo, avere un quadro aggiornato dell’andamento morfologico del fondale marino. L’Autorità portuale regionale ha anche avviato un’attività di ricognizione con cui raccogliere le esigenze di tutti gli operatori portuali: dai grandi cantieri ai pescatori, dagli imprenditori del terziario avanzato per la nautica da diporto ai gestori delle banchine di approdo; nessuno sarà escluso, tant’è che oltre alle visite in cantiere e nelle aziende è stato aperto anche un indirizzo Pec che funga da canale di ascolto. Sullo sfondo c’è del resto la variante generale al piano regolatore del porto che consiste in una nuova disciplina urbanistica dell’assetto dello scalo, necessaria per adeguare il Piano 2007 alle nuove condizioni ambientali ed economiche che si sono manifestate e che hanno reso quel piano obsoleto. Una bozza di revisione di quel Piano venne completata a fine 2020: da allora è passato del tempo e, per esempio, la grande nautica – quella della produzione degli yacht – ha cominciato ad avere fame di spazi. «Siamo consapevoli della necessità di un aggiornamento di alcuni indirizzi di quel Piano – valuta il segretario generale dell’Authority Rosselli – tant’è che abbiamo invitato l’amministrazione comunale di Viareggio a un incontro per cominciare a parlarne insieme. Rimaniamo in fiduciosa attesa». L’auspicio del pianeta porto è che il sindaco Giorgio Del Ghingaro si faccia avanti: per riannodare così – nell’interesse della città e della sua economia – i capi di un filo (da una parte la Regione Toscana, dall’altra il Comune) – da tempo reciprocamente lontani.
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