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Pisa

Quel porto naturale nato in golena d'Arno può crescere ancora

di Francesco Loi
Quel porto naturale nato in golena d'Arno può crescere ancora

Decisivo sarà il riconoscimento di navigabilità del fiume: la via d'acqua unirà il litorale a Pisa

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Il più grande porto naturale della Toscana. Si trova nella golena d’Arno, nel tratto finale del fiume compreso tra il ponte del Cep e Boccadarno. Lo dicono i numeri: 2.000 posti barca, 30 aziende insediate e circa 300 lavoratori diretti e dell’indotto. Una realtà imprenditoriale che si è insediata lungo la sponda sinistra dell’Arno alla fine degli anni Sessanta, grazie alla capacità di visione di alcuni pionieri del settore, e poi si è progressivamente sviluppata. «Realizzare un porto-canale inserito in un contesto naturalistico straordinario come quello del Parco di San Rossore è stata una vera scommessa, perseguita con caparbietà e investimenti importanti», dice Massimo Bacherotti, imprenditore di seconda generazione sul fiume, oggi presidente dei Porticcioli Arno di Confcommercio. «Rappresentiamo per il territorio una realtà economica molto importante – aggiunge – offrendo ai diportisti locali, italiani e internazionali una vasta gamma di servizi: dall’accoglienza alla ristorazione, dal posto barca alle manutenzioni di ogni genere, siano esse meccaniche, elettriche o di altro tipo. Abbiamo alle spalle uno straordinario indotto costituito di tante professionalità, pensiamo ad esempio ai maestri d’ascia, un’antica ma ancora oggi fondamentale professione, a metà strada tra l’artigiano e l’artista».

Oggi la nautica pisana è un comparto economico di assoluto rispetto, che si sviluppa a partire da tre poli fondamentali: il porto di Marina di Pisa, con oltre 350 posti barca, la golena d’Arno e l’area cantieristica del canale dei Navicelli. Un ulteriore salto di qualità è atteso dal riconoscimento della navigabilità dell’Arno. L’obiettivo è realizzare una nuova “via d’acqua” lungo il tratto del fiume che va dalla foce fino al confine del comune di Pisa, per un totale di 18,7 km. Il progetto prevede la messa in opera di infrastrutture che permettano la navigazione in sicurezza attraverso il dragaggio della barra di foce, del fiume, il posizionamento di segnaletica sulle sponde, di galleggianti di orientamento e lo sviluppo di un nodo turistico, con attracchi con pontili galleggianti come sistema alternativo di accesso al Parco.

L’iter della progettazione della navigabilità è iniziato a novembre 2020 quando il Comune di Pisa ha partecipato al bando “Italia City Branding 2020” finanziato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri ottenendo, come classificata al secondo posto nella graduatoria nazionale, un finanziamento di 321.890 euro, a cui ha aggiunto un cofinanziamento di 67.500 euro. Il documento di prefattibilità dovrà essere condiviso con Parco di San Rossore, Sovrintendenza e Regione in sede di conferenza dei servizi. «Con il riconoscimento della navigabilità dell’Arno il fiume, più che dividere, unisce la città.

Per la prima volta non viene preso in considerazione solo dal punto di vista idraulico, ma anche per tutto il potenziale economico che può sprigionare a vantaggio della città», dice il direttore di Confcommercio Provincia di Pisa, Federico Pieragnoli. «Si tratta – prosegue – della creazione di una nuov a via d’acqua lunga 18 chilometri, un percorso che dalla foce di Boccadarno si snoda attraverso il Parco di San Rossore fino ad approdare alle eccellenti attrazioni artistiche e culturali affacciate sui lungarni: museo delle navi romane, museo di San Matteo, Palazzo Blu, Chiesa della Spina».

«Creare così un nuovo asse turistico lungo il fiume non è più solo un sogno, ma una prospettiva finalmente concreta, sull’esempio di tantissime altre città fluviali europee e del mondo – dice ancora Pieragnoli –. Il fiume agevola e rafforza i collegamenti tra il litorale e il centro storico, favorendo un’esperienza turistica della città innovativa e globale, integrando turismi vari: sport e natura, balneare ed enogastronomico, integrati con arte, storia, cultura. Con il corollario di una mobilità urbana più sostenibile e la creazione di nuovi servizi, il fiorire di nuove imprese e attività commerciali, finalizzate a intercettare e accogliere visitatori provenienti dal mare, o viceversa, visitatori del centro che non hanno la percezione della vicinanza del mare alla città».

«La navigabilità dell’Arno, che abbiamo promosso e sostenuto con forza, è un punto di svolta estremamente significativo e la più importante scommessa per il futuro – conclude Bacherotti – ma per sviluppare al meglio le nostre attività, in vista delle sfide future, abbiamo necessità di una maggiore semplificazione burocratica e il rilascio di titoli e autorizzazioni, indispensabili per la tenuta e la crescita del nostro settore».

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