La manifestazione
Porto turistico di Marina di Pisa, la partita delle aree edificabili
«Una stagione con numeri positivi, più 20% di traffico rispetto al periodo pre-Covid, e anche le prospettive sono interessanti», dice con soddisfazione Simone Tempesti (nella foto) , amministratore unico della Porto Turistico di Pisa Marine Resort Srl, la società che gestisce la marina con i suoi oltre 350 posti barca. Diportisti e armatori, italiani e stranieri, si sono serviti numerosi delle strutture e dei servizi del porto turistico pisano sin dalla scorsa primavera. E hanno continuato durante l’estate. «Gli aumenti in bolletta? Certo che si sono sentiti – riprende Tempesti – ma sono stati contenuti grazie alla programmazione preventiva nel contratto con il fornitore». Per l’area di Boccadarno però le partite decisive si giocano (anche) altrove. Una su tutte: lo sviluppo della parte residenziale nelle aree affacciate sulla grande “vasca”, con la foce dell’Arno, la Tenuta di San Rossore e le Apuane a incorniciare uno sfondo spettacolare. Le aree edificabili attorno al porto (per un totale di 160mila mq) sono sempre state il vero business alla base della costruzione del porto, la cui inaugurazione è avvenuta nel 2013 dopo la demolizione di ciò che rimaneva della fabbrica Motofides (gruppo Fiat). Ma poi è intervenuta la grande crisi economica di metà anni Duemila a travolgere il settore nautico spingendo anche le società del porto al concordato preventivo in Tribunale con un rosso di bilancio superiore ai 100 milioni di euro.
Le aree edificabili intorno alla marina sono state acquistate il 12 aprile 2021 dalla società Namira Sgr, con sede a Milano, attraverso il suo fondo immobiliare “Pisa in progress”, subentrato alle precedenti proprietarie (Boccadarno Porto di Pisa spa e Boccadarno Village spa, quelle in concordato preventivo). Un impegno complessivo da 24 milioni di euro, compresa la quota a garanzia delle proprietà che gli enti locali hanno ancora nell’area di Boccadarno (al Comune di Pisa, ad esempio, andranno oltre 5 milioni). Per conto di Namira si muove Marina Development Corporation (Mdc), società specializzata in progetti immobiliari ancorati a porti turistici. Il piano prevede un’importante struttura alberghiera con centro convegni e spa, una componente residenziale prevalente (70% delle volumetrie totali) e una galleria commerciale per il tempo libero e servizi alla nautica. Mdc ha selezionato lo Studio Marco Piva per la progettazione dei primi quattro lotti, comprendenti circa 50 appartamenti e spazi commerciali.
Per la metà di quest’anno era stato annunciato il via libera del permesso a costruire per la prima parte del progetto. I tempi però si stanno allungando e si spargono punti interrogativi con tanto di duello in tribunale. Questo perché il Comune considera scaduto il precedente piano di recupero e chiede di procedere per lotti. Da Namira non ci stanno e hanno fatto ricorso al Tar per vedere riconosciuta la validità della documentazione urbanistica nella sua interezza. Ma intanto la nuova proprietà già lavora al restauro di Villa Romboli, famosa per aver ospitato Gabriele D’Annunzio ed Eleonora Duse, che diventerà il centro direzionale della società di gestione. L’altro aspetto essenziale riguarda i posti barca, a loro volta finiti nel concordato. Circa 280 quelli ancora a disposizione. Le prime aste indette dal Tribunale non sono andate a buon fine. La valutazione di partenza, di poco inferiore a 33 milioni di euro, non ha incoraggiato la presentazione di proposte. Gli interessamenti ci sono stati e anche l’offerta di una cordata da 10 milioni, al momento non accettata. In tanti restano alla finestra in attesa di un ribasso.
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