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Non solo marmo: il porto di Carrara e il 2022 da record

di Luca Barbieri
Non solo marmo: il porto di Carrara e il 2022 da record

Lapideo, project cargo e linee con la Sardegna: ecco i punti di forza, ma c'è l'incognita energia

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Se è vero che i numeri hanno la testa dura, quelli del porto di Marina di Carrara traducono plasticamente il buon andamento dello scalo nell’ultimo biennio. Certo – precisa subito il presidente dell’Autorità di sistema portuale del Mar Ligure orientale (che al suo interno ha anche Marina di Carrara) Mario Sommariva – i numeri attuali sono «ottimi», ma gli scenari, quelli dettati dalla questione energetica, sono «preoccupanti». Ma andiamo con ordine, partendo dai dati dell’Autorità di sistema portuale del Mar Ligure orientale per il porto carrarese nel primo semestre del 2022. Seguendo il trend 2021, sono cresciuti i trasporti ro-ro con la Sardegna, come i volumi delle rinfuse solide e del general cargo: 2.774.198 tonnellate di merci movimentate (+72,6%), di cui 954.236 in import (+42,3%) e 1.819.962 in export (+94,2%), confermando la storica vocazione del territorio. Le rinfuse solide sono a 820.220 tonnellate, in forte crescita (+516%); mentre il general cargo ha raggiunto 1.953.978 tonnellate (+32,6%), così suddiviso: in 644.539 tonnellate (+1,6%) di merci containerizzate, in 963.225 tonnellate (+76,6%) rotabili e in 346.214 tonnellate (+17,7%) di altre merci varie. Riguardo il traffico ro-ro, le unità trasportate ammontano a 25.001, con un incremento dell’80,9% sul 2021, mentre il traffico contenitori ha raggiunto un risultato «storico» con 50.319 teu (+2,5%).

E ancora, in questa mappa che a suon di dati e percentuali scanditi dal segno “più” davanti disegna la geografia dello scalo marinello, il trasporto ferroviario convenzionale, con l’inoltro di 56 treni (+124%), composti con 1.033 vagoni complessivi (+139%). Le tonnellate di marmo – ovviamente tra i protagonisti – via ferrovia sono ammontate a 48.514 (+138%), coprendo la quota del 14% sul volume complessivo delle merci varie movimentate. Il traffico crociere, invece, con una ventina di imbarcazioni, ad agosto ha superato quota 8mila passeggeri. «I dati confermano la bontà della scelta dell’autorità di diversificare i traffici: un’operazione riuscita nella quale abbiamo tre punti saldi che definirei con il termine di eccellenza: i collegamenti con la Sardegna (terminalista Grendi, ndr ), i project cargo e merci varie (leggi Fhp, ndr ) e materiali da costruzione per infrastrutture, come il lapideo, con le scaglie, scarto della lavorazione impiegate nel sistema dell’economia circolare con il tout venant (Mdc, ndr )», spiega il presidente. E aggiunge: «I dati di agosto confermano quelli del primo semestre 2022: registriamo un incremento di traffici superiore al 70%.

Una crescita straordinaria che fotografa un porto estremamente in salute e vivo». A fare da traino c’è sicuramente il gruppo Fhp, leader a livello di holding nazionale in termini di “rinfuse”, che opera nel settore della logistica merci varie e project cargo (un’attività molto importante, con il gruppo Baker Hughes e altre aziende di livello internazionale) e presente a Carrara, Livorno, Monfalcone e Marghera-Chioggia. A fare il punto è allora Carlo Freni, amministratore delegato Fhp Lifting, società del gruppo specializzata nelle attività di fornitura e progettazione di sistemi speciali per la movimentazione e il sollevamento delle merci, che si occupa anche dei montaggi sulla nave: «La terza linea oltre alla movimentazione e al sollevamento è quella dei project cargo (quella dei maxi-imbarchi, per intenderci, di Baker Hughes, ndr ). Attraverso la sinergia con le aziende del network Fhp abbiamo raggiunto importanti contratti con aziende logistiche internazionali (come Bolloré, ndr ), ma anche con quelle principali del settore oil&gas. In un anno, come Lifting, siamo passati da dieci a trenta unità, a dimostrazione dell’aumento del lavoro e abbiamo importanti progetti per il futuro. Il gruppo Fhp è una realtà chiave per il territorio, come dimostrano numeri e progetti, un’eccellenza che opera nello scalo».

Tornando allo screening dei vertici dell’autorità portuale, per il futuro ci potrebbe essere un paio di incognite, sottolineano. La prima dal contesto internazionale: «Non ci sono state ancora criticità per il caro-energia, ma la situazione è preoccupante, gli scenari non sembrano buoni e potrebbero emergere i primi nodi. Specialmente per la transizione energetica che stiamo perseguendo, dalla decarbonizzazione al passaggio all’elettrico. È chiaro che questa progettazione sta avvenendo in un clima che non aiuta», ancora Sommariva. L’altro tema è “locale”: quel piano regolatore portuale (attualmente è in vigore quello del 1981) che attende l’iter d’approvazione: «Si cresce, però a un certo punto gli spazi andranno riorganizzati per non andare verso il declino: la risposta è il nuovo piano regolatore portuale», chiosa Sommariva.

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