Gioco
Gas, acciaio e fotovoltaico riscrivono il futuro del porto di Piombino
Attività da consolidare e nuovi progetti: come cambia lo scalo
Consolidamento delle attività esistenti e un passo deciso verso l’innovazione, grazie ai fondi messi a disposizione dal Pnrr nazionale. Sono i due pilastri su cui poggia lo sviluppo futuro del porto di Piombino, che nei primi sette mesi del 2022 ha ottenuto numeri in linea con i livelli del pre pandemia per quanto riguarda il traffico dei passeggeri e e dei mezzi. Il 2023 sarà necessariamente un anno fondamentale per l’infrastruttura di Piombino, in particolare per quanto riguarda l’assegnazione degli spazi della nuova area portuale, realizzati negli anni passati con corposi investimenti e dotati di fondali con un pescaggio di -20 metri. Proprio per questo la banchina Est della nuova darsena è stata individuata dal governo e da Snam quale luogo ideale per accogliere la nave Fsru Golar Tundra, che secondo i piani del governo dovrebbe essere operativa dall’estate del 2023 in modo da essere in grado di garantire circa 5 miliardi di metri cubi di gas annui, una quantità necessaria per ridurre la dipendenza del nostro Paese dal gas in arrivo dalla Russia.
L’iter autorizzativo del rigassificatore, contestato da larga parte della cittadinanza, dovrebbe concludersi con il parere decisivo del commissario straordinario Eugenio Giani entro fine ottobre. Il presidente dell’Autorità di sistema portuale Luciano Guerrieri ha presentato delle richieste di integrazioni puntuali al commissario straordinario chiedendo in particolare rassicurazioni sulla compatibilità tra il terminal gas e le attività già presenti sul porto. Nella nuova area portuale, infatti, è operativa da anni Piombino Industrie Marittime e sono in corso le procedure per l’assegnazione degli spazi delle nuove banchine. Non solo. Il 2023 sarà anche l’anno nel quale, nel bene o nel male, si dovrà chiarire l’impegno dello stabilimento siderurgico Jsw, gruppo indiano nell’orbita del magnate Saijan Jindal. Quella del porto, infatti, è una partita cruciale che azienda, Autorità di sistema portuale e governo dovranno giocare nei prossimi mesi. Le concessioni degli spazi portuali, dove per intendersi vengono scaricati i semiprodotti per l’acciaieria, sono giunti a scadenza.
E ovviamente l’Autorità di sistema conta di ottenere delle garanzie relative al progetto industriale del gruppo indiano prima di procedere al rinnovo delle concessioni. Consolidamento, dunque. Ma non solo. In questi mesi gli uffici dell’Autorità di sistema portuale hanno lavorato duramente per mettere in campo progetti di riqualificazione energetica che potranno essere finanziati nei prossimi anni grazie ai fondi previsti da Next Generation dell’Unione Europea. La richiesta presentata a marzo dello scorso anno dall’Autorità di Sistema portuale è stata accolta: nel complesso sono previsti 34 milioni di euro per i tre principali porti amministrati, Livorno, Piombino e Portoferraio. In ballo ci sono 15 progetti per l’indipendenza energetica delle strutture pubbliche dell’Autorità di sistema, che l’ente conta di realizzare entro il 2026.
Tra le priorità per il futuro del porto individuate negli uffici di pi azzale Premuda c’è l’elettrificazione delle banchine, un’operazione che vale 77,5 milioni di euro di cui 16 a Piombino, altrettanti a Portoferraio e il resto su Livorno. L’intervento tuttavia più caratterizzante è quello relativo all’impianto fotovoltaico destinato a cambiare il waterfront del porto di Piombino. Entro la metà del 2023, infatti, l’ente conta di fare la gara per l’impianto fotovoltaico che vale 3.984.000 euro. Il progetto è il risultato di un intervento di mitigazione paesaggistica studiato da architetti e avallato dalla Sovrintendenza, di fatto si ispira alle torri costiere, il colpo d’occhio a distanza di pini e tamerici. Sarà realizzata una sorta di schermatura con 6.666 tubi ai quali saranno applicate delle celle fotovoltaiche in grado di produrre 2 Gw di energia elettrica annui. A questo sarà accompagnato un piano di efficientamento e riqualificazione energetica del fabbricato che è sede dell’Autorità portuale e stazione marittima.
Non è il solo nuovo aspetto del porto del futuro: saranno realizzate pensiline a pannelli fotovoltaici nei parcheggi in zona Poggio Batteria: per ottenere 0,89 Gwh e con un investimento pari a 1.159.000 euro. La produzione sarà anche a servizio di un sistema di colonnine di ricarica di veicoli elettrici. Di queste se ne prevedono due in aggiunta alle altrettanti già in esercizio. L’Autorità di sistema sostituirà in tutta l’area portuale lampade di tipo tradizionale con corpi illuminanti di tipo led. L’idea è mettere a punto un sistema di distribuzione dell’elettricità autosufficiente. In questo contesto è compreso il cold ironig , ovvero l’alimentazione di energia elettrica a banchina per le attività della nave e dell’equipaggio. A Piombino si costruirà un impianto da 10 Mwh da dedicare alle navi Ro-Ro Pax e crociere.
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