Sicurezza
Il dovere civico del voto – L’editoriale
E se ognuno di voi lettrici e lettori porterà con sé al seggio un indeciso, domani potrete dire di aver vinto, chiunque vinca
Nella foto qui sopra vedete dei volti: sono la carne viva della Toscana. Raccontano al Tirreno le difficoltà, la paura di non poter andare avanti. Raccontano da mesi di bollette astronomiche, di prezzi alle stelle. Chiedono aiuto, sono allo stremo. Oggi vi preghiamo di andare a votare per loro, che poi siamo tutti noi.
È facile voltarsi dall’altra parte, dire che la classe politica ci ha sfiduciato e che, con questo sistema elettorale che permette ai partiti di nominare i parlamentari ma impedisce agli elettori di sceglierli, il nostro voto è inutile. Lo pensano in tantissimi, soprattutto i giovani, che sono coloro ai quali il prossimo governo dovrà garantire un futuro portando, se ne sarà capace, l’Italia fuori dal pantano di una crisi epocale. Molti di loro sono scesi in piazza due giorni fa per chiedere interventi contro i cambiamenti climatici. Manifestare in una piazza è come entrare in un seggio elettorale per compiere il dovere civico che la Costituzione ci assegna, anche con questa assurda legge elettorale. Ha lo stesso valore rivoluzionario.
Lo ha spiegato bene il costituzionalista Emanuele Rossi ieri sul Tirreno: chi non va a votare non ottiene nessun risultato sul piano della competizione elettorale, perché i seggi saranno comunque ripartiti sulla base dei voti espressi.
Dai, ora chiudete il giornale e recatevi alle urne. Fatelo adesso, senza indugi. E se ognuno di voi lettrici e lettori porterà con sé al seggio un indeciso, domani potrete dire di aver vinto, chiunque vinca.
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