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L’aeroporto di Peretola spacca le alleanze: «A Firenze serve la pista decente»

L’aeroporto di Peretola spacca le alleanze: «A Firenze serve la pista decente»

I partiti si accapigliano sull’ampliamento di Peretola dopo l’uscita di Ilaria Cucchi. Fratoianni non fa retromarcia: «Meglio collegare il capoluogo con Pisa via treno»

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firenze. Niente retromarcia. Sinistra Italiana – ricorda il leader nazionale Nicola Fratoianni, in tour elettorale a Pistoia – non vuole l’ampliamento dell’aeroporto di Firenze. La dichiarazione di Ilaria Cucchi, sua candidata al senato in Toscana, non è stata uno scivolone, né una svista. Più che costruire una nuova pista a Peretola – ribadisce Fratoianni – c’è bisogno di realizzare un collegamento ferroviario veloce tra gli scali di Pisa e Firenze. Anche se questa non è la posizione del Pd, il suo alleato principale nella coalizione di centrosinistra.

Di sicuro non è la posizione del Terzo Polo che proprio ieri ha organizzato ai giardini di Quaracchi, a Firenze, una delle aree della città sorvolate dagli aerei che atterrano a Peretola. Obiettivo del presidio è ribadire che si deve costruire la nuova pista di 2200 metri, sostenuta anche dalla Regione (e dal governatore dem Eugenio Giani). Con la nuova pista si possono dare «a Firenze investimenti, più posti di lavoro, e turismo di qualità – spiega Gabriele Toccafondi, deputato uscente e candidato per il Terzo polo, presente all'iniziativa con i vertici locali di Italia Viva e Azione – oltre a una vita normale a 20mila persone che vivono e lavorano intorno all’attuale pista. Moltevolte al giorno e tutto l'anno queste persone non vivono a causa del rumore prodotto dall’attuale pista. La sinistra, Ilaria Cucchi, il candidato Emiliano Fossi (ex sindaco di Campi Bisenzio, in quota Pd, che si è dimesso per potersi candidare alle politiche, ndr) vengano qui a dire di no alla realizzazione della nuova pista inclinata diversamente».

In effetti, anche all’interno del Pd non c’è una posizione unitaria a favore dell’ampliamento dell’aeroporto di Peretola. È così da sempre. I sindaci della Piana fiorentina sono contrari, quelli della costa pure. E, infatti, si formano alleanze anomale e trasversali sia a favore sia contro di questa opera attesa da anni. Quando Renzi era capo del governo promise che la nuova pista sarebbe stata inaugurata a novembre del 2017, in concomitanza con un G7.

Oltre a essere saltato l’evento dei grandi del pianeta, non è stato costruito neppure il nuovo scalo. Il cantiere non è stato neanche avviato. E di questo ora si lamentano non solo una parte della politica - soprattutto il centrodestra, saldato con il Terzo Polo, con i vertici del Pd - ma anche gli imprenditori. In particolare Ance, l’associazione nazionale dei costruttori edili. Il presidente toscano, Rossano Massai, commenta: «La vicenda dell’aeroporto di Firenze è emblematica delle difficoltà e delle contraddizioni delle procedure che stanno a monte della realizzazione delle opere pubbliche in Italia. Non è isolata: lo stesso problema si pone per opere viarie fondamentali come la variante Aurelia, la circonvallazione di Lucca, ma anche infrastrutture energetiche mai come ora indispensabili. Tutte si scontrano con procedure “bibliche”, necessità di continue autorizzazioni e ripensamenti della politica, una sorta di gioco dell'oca per cui quando il procedimento sembra concluso si torna indietro in un dibattito sterile che sembra soddisfare solo una classe politica timorosa di decidere e condizionata da una facile ricerca di consenso ma incapace di guardare al futuro e, paradossalmente, alla tutela di quell’ambiente che molti difendono solo a parole». Analoga la posizione di Pierluigi Banchetti, presidente di Ance Firenze: «Da troppo tempo l'ampliamento dell’aeroporto di Firenze è ostaggio di diatribe politiche, che purtroppo hanno finora prevalso sulle opportunità di sviluppo infrastrutturale ed economico e che vedono nella realizzazione della nuova pista un’occasione di crescita oltre che un sensibile aumento del livello di sicurezza e operatività dello scalo. E ogni volta che il via libera sembra vicino emerge un nuovo ostacolo».

Eppure da questa situazione di mezzo non si esce. Giovanni Donzelli, deputato di Fdi, vicinissimo a Giorgia Meloni, dice che «per troppi anni abbiamo sentito raccontare un sacco di favole mai realizzate sulle infrastrutture. È necessario che il prossimo governo, ci auguriamo di essere noi, possa dare risposte chiare anche sul necessario collegamento ferroviario Firenze-Pisa per risolvere il grande dibattito interno all’interno della sinistra sui due aeroporti, quando bisogna valorizzare invece un nodo aeroportuale unico». Pure per il senatore Massimo Mallegni, coordinatore regionale di Forza Italia, «Peretola deve avere una pista decente e lo scalo di Pisa deve essere potenziato: chi si oppone a questi due progetti è uno scellerato, pazzo scatenato». Invece per la candidata Yana Ehm, ogni voto al suo partito, Unione popolare, è un voto contro «ogni progetto di ampliamento dell’aeroporto di Peretola, a difesa dei livelli occupazionali nel comparto, per lo sviluppo della linea ferroviaria tra Firenze e Pisa e per mettere in discussione un modello di sviluppo che ignora il costo ambientale dei voli aerei e quello che pagherebbe la piana».

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di Redazione web