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Toscana

Energia

Zero bollette, a Ponsacco le nuove elementari “green”

di Francesca Ferri

	I cittadini alla cerimonia di inaugurazione della scuola ad alta efficienza energetica a Ponsacco
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I cittadini alla cerimonia di inaugurazione della scuola ad alta efficienza energetica a Ponsacco

Intanto in una scuola di Crespina, grazie ai investimenti virtuoso, le utenze sono passate da 10mila a 1.000 euro

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Nel terzo avvio d’anno scolastico problematico - nel 2020 e nel 2021 a causa della pandemia, stavolta per la crisi energetica che fa aleggiare gli spettri della didattica a distanza e della settimana corta - ci sono scuole che, al contrario, non hanno da preoccuparsi per i costi di riscaldamento ed energia.

Elementari di Ponsacco

Tra queste c’è la nuova scuola elementare "Renato Fucini" di Ponsacco (Pisa), realizzata in classe Nzeb, cioè a energia quasi zero: ottime prestazioni tecniche e tecnologiche e bassi consumi energetici. La scuola è stata inaugurata ieri dalla sindaca Francesca Brogi con l’assessora regionale all’istruzione Alessandra Nardini, il presidente della Regione Eugenio Giani, il presidente del consiglio regionale Antonio Mazzeo, il presidente della Provincia Massimiliano Angori.

La scuola è costata 2,5 milioni di euro: 2 milioni finanziati da Gse, Gestore servizi energetici, società controllata dal ministero dell’Economia e delle finanze per promuovere la sostenibilità ambientale, e 500mila euro dalla Regione.

Un importante sforzo economico per dare agli alunni una struttura nuova, rispettosa dell’ambiente e con bolletta extrasmall, grazie a una progettazione virtuosa fatta di ambienti ampi e luminosi, caldi d’inverno e freschi in estate.

L’esperienza di Crespina

Ma quanto potrà risparmiare il Comune con a una struttura del genere? La risposta è: molto. Se non tutto. E arriva da Crespina dove nel gennaio del 2021 il Comune di Crespina Lorenzana guidato dal sindaco Thomas D’Addona ha inaugurato la secondaria di primo grado "Ersilio Cozzi", costruita secondo i criteri del risparmio energetico. Il Comune, spiega il sindaco, «prima di allora, per la vecchia scuola, pagava circa 10mila euro all’anno di utenze. Con la nuova scuola siamo passati a 1.000 euro. E, calcolando la valorizzazione dell’energia (l’energia in surplus rimessa in rete), a volte ci andiamo in pari».

Mille euro in tutto per illuminare, riscaldare e raffrescare un ambiente dove soggiornano 160 persone tra alunni e insegnanti. Un miracolo? No, solo tecnologia e investimenti fatti quando la crisi del gas non era neanche all’orizzonte ma era comunque già attualissima l’esigenza di fare edifici rispettosi dell’ambiente.

«La scuola - spiega il sindaco - è in legno, coibentata e ha grandi vetrate esposte a sud. Questo accorgimento fa sì che si riscaldi praticamente da sola: l’impianto parte se la temperatura si abbassa sotto una certa soglia e si ferma quando l’ambiente si riscalda. In questo modo funziona praticamente solo a dicembre e gennaio e nemmeno tutto il giorno: non ce n’è bisogno».

Il combustibile, poi, non è il gas ma l’energia elettrica prodotta dai pannelli sul tetto. Sempre i pannelli alimentano l’impianto a led che si accende solo quando c’è bisogno grazie alle fotocellule. Il lavoro, iniziato nel 2014, è costato 3,2 milioni: 1,5 dalla Regione (fondi Ue), 1 milione come contributo straordinario del consiglio regionale (2015), mezzo milione dal ministero dell’Ambiente e 300mila euro dal Comune. E non è tutto.

La scuola di Lorenzana

Poco distante da Crespina, a Lorenzana, sempre ieri si è inaugurata la rinnovata primaria "Jacopo da Volterra". Cappotto termico e nuovi impianti faranno risparmiare energia e soldi. I costi sono stati sostenuti quasi del tutto dalla Regione: 318mila euro su 472.

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