La protesta
Quasi cento aziende del marmo a Verona
La mostra dal 27 settembre con 47, paesi rappresentati e oltre mille espositori
CARRARA. Prima i numeri: i paesi rappresentati in fiera sfiorano quota cinquanta (47, per la precisione), i padiglioni sono dieci e gli espositori superano quota mille. Sono le cifre della cinquantaseiesima edizione di Marmomac, la fiera della pietra naturale per eccellenza, pronta a iniziare martedì 27 settembre per una quattro giorni che si concluderà venerdì 30. Dici marmo e Verona, ma la manifestazione parla (in parte) anche lo slang apuano. Da sempre: soprattutto – inevitabilmente – da quando negli ultimi anni la fiera del marmo di Carrara ha cambiato pelle (oggi si chiama White Carrara Downtown ed è una manifestazione diffusa), con l’evento fieristico Veneto diventato leader indiscusso con Verona che per quattro giorni si trasforma nella capitale di una geografia della pietra naturale mondiale.
La lista degli espositori apuani è ancora in fase d’aggiornamento: tutto però fa pensare che si possa arrivare in termini di presenze di aziende di Massa-Carrara in Veneto per la quattro giorni a cifre simili a quelle del 2021 (quando le aziende partecipanti erano circa 80). D’altronde a dire che l’evento sia di quelli attesi qui all’ombra delle Apuane, specialmente nella città del marmo, Carrara, sono le presenze – che traducono plasticamente il clima – e il business; ma ci sono anche le parole. Come quelle, per esempio, di Alberto Franchi, presidente e amministratore delegato della Franchi Umberto Franchi, azienda leader a livello internazionale nel settore della lavorazione e della commercializzazione del marmo di Carrara, quotata sul mercato Euronext Growth Milan, colosso del lapideo carrarese tra i “big” pronti a partire per Verona: «Considerando poi gli incoraggianti segnali provenienti dai mercati esteri, l’importante affluenza attesa per la fiera Marmomacc di Verona a settembre e i significativi ordinativi in parte già concretizzati, prevediamo il proseguimento della tendenza positiva anche nel secondo semestre dell’anno, consolidando la nostra posizione di leadership di mercato e la capacità di migliorare la reddittività», si leggeva qualche giorno fa nella nota che accompagnava l’approvazione della relazione semestrale finanziaria della prima parte del 2022; quella, per intenderci, dove si sancivano ricavi per 41,8 milioni di euro per i primi sei mesi nell’anno in corso. Verona è da tempo dunque eletto al ring dove il comparto lapideo apuano mostra i suoi muscoli tra i segni “più” davanti all’export, tra le nuove frontiere della pietra naturale (leggi sostenibilità, tema dell’anno scorso) e le sfide da compiere: il marmo di Carrara nel contesto internazionale economico, ma non solo. Tra le novità di quest’anno della fiera, più generalmente, ecco quella “fisica” e quella digitale (leggi Marmomac Plus), poi business, innovazione e creatività con le mostre.
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