Sicurezza
Mps: la Bce da l’ok all'aumento di capitale, ora la prova del mercato
Lovaglio incontra gli investitori per presentare la ristrutturazione: Axa e Anima tra i nomi
MILANO. Disco verde della Bce all'aumento di capitale di Mps. La vigilanza europea ha autorizzato la ricapitalizzazione da 2,5 miliardi di euro, accodandosi alla Commissione Europea che aveva già approvato il nuovo piano industriale del Monte e concesso al Tesoro una proroga per l'uscita dal capitale a fronte di una serie di impegni compensativi della banca. L'aumento andrà al voto dell'assemblea il 15 settembre (rpt 15) con l'impegno - contenuto nella richiesta di delega del cda - di chiudere tutto entro il 12 novembre.
L'ad Luigi Lovaglio sta incontrando gli investitori per presentare la ristrutturazione e convincerli, come fatto a suo tempo con il Creval, della fattibilità di un piano industriale che promette un utile prima delle tasse di 700 milioni nel 2024, grazie a un taglio consistente al personale. Tra i potenziali sottoscrittori ci sono i partner Axa (bancassurance) e Anima (risparmio gestito), che potrebbero partecipare in cambio di un rafforzamento degli accordi commerciali, come pure alcuni dei fondi che hanno seguito Lovaglio nella sua avventura valtellinese. Sempre che dal cilindro del banchiere non salti fuori il nome di uno o più anchor investor disposti a scommettere sul Monte. Benché l'aumento sia scindibile, Mps vuole raccogliere in un colpo solo tutti i 2,5 miliardi, che serviranno a finanziare gli esuberi, gli investimenti e a rafforzare i ratio patrimoniali. Missione non facile nell'attuale contesto, con una possibile recessione europea alle porte. Il Tesoro, che detiene il 64% del capitale, staccherà un assegno da 1,6 miliardi ma oltre non può spingersi.
Gli altri 900 milioni andranno cercati sul mercato, con le banche che chiedono il "feedback positivo" degli investitori per dare la disponibilità a garantire la ricapitalizzazione. Lovaglio considera l'aumento una sorta di ipo: la banca andrà a chi lo sottoscriverà, con la quota di capitale in capo agli attuali azionisti ridotta a una piccola frazione. D'altra parte la prospettiva di un aumento iperdiluitivo spinge Mps ad aggiornare con cadenza quasi quotidiana i minimi in Borsa (-4,7% a 0,3 euro).
A Piazza Affari vale ormai solo 300 milioni, avendo praticamente bruciato gli oltre 8 miliardi - di cui 5,4 a carico dei contribuenti - della ricapitalizzazione precauzionale del 2017.
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